Addio a Paolo Villaggio, da Fantozzi a Fracchia il più grande comico italiano

Paolo Villaggio

E’ morto Paolo Villaggio, forse il più grande comico italiano, volto dei suoi indimenticabili Fantozzi e Fracchia e adorato da milioni di fan di ogni generazione.

Se n’è andato uno dei più grandi, se non il più grande in assoluto, Paolo Villaggio, stavolta per davvero, dopo che negli anni ciclicamente la bufala di turno ne annunciava il trapasso con lui per primo a riderci sopra.

Paolo Villaggio si è spento questa mattina alle 6 presso la clinica romana Paideia, dove l’attore 84enne era ricoverato da un mese e mezzo a causa del diabete che lui, ovviamente, curava poco e male, non preoccupandosene più di tanto, com’era nel suo carattere. La notizia è stata comunicata sui social network dalla figlia Elisabetta, che scrive «Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare ». Mercoledì mattina sarà allestita la camera ardente nella sala Protomoteca del Campidoglio, mentre nel pomeriggio ci sarà una commemorazione alla Casa del Cinema.

Inutile elencare i successi di un attore ed autore che ha impresso un marchio indelebile nella nostra comicità con la maschera tragica del ragionier Ugo Fantozzi (in cui tanti italiani si identificavano), con il pusillanime Giandomenico Fracchia e con lo schizzato professor Kranz. Le sue battute, le sue movenze, le sue frasi, sono entrate nell’immaginario collettivo, da “è una cagata pazzesca” riferito al film La corazzata Potemkin con i seguenti “92 minuti di applausi” alla “merdaccia” con cui veniva appellato dai superiori, dal “megadirettore” della ditta al classico “come è umano lei“, dai verbi storpiati come “venghi” o “mi dii una mano” alla linguetta tirata fuori in segno di eccitazione. Impossibile citare tutte le decine e decine di storiche gag che hanno fatto ridere grandi e piccoli, frutto di costanti vessazioni sul lavoro o “tragici” rapporti familiari o con i colleghi.

A Paolo Villaggio è stato poi riconosciuto, a 60 anni, il giusto merito con il Leone alla Carriera alla Mostra del Cinema di Venezia (bissato dal David nel 2009) per una carriera indimenticabile fatta di un’ottantina di titoli e condita da clamorosi successi commerciali, a cominciare dal primo dei dieci film della saga di Fantozzi (1975). Al di là dei premi come il David di Donatello vinto nel 1990 per La voce della luna di Fellini e del Nastro d’Argento nel 1994 per Il segreto del bosco vecchio di Olmi, al di là della sua amicizia e collaborazione con Fabrizio De Andrè o Maurizio Costanzo (fu “scoperto” proprio dal popolare conduttore romano), al di là dei suoi innumerevoli libri di successo che hanno venduto milioni di copie, della sua tagliente e cinica comicità, della sua sfrontatezza e menefreghismo nei confronti di un mondo che non sempre lo ha capito (ma che oggi lo celebra degnamente), al di là di tutto questo, credo sia giusto omaggiare Paolo Villaggio con i video di alcuni suoi storici momenti sullo schermo, anziché con lunghi ed inutili necrologi che, a lui per primo, non piacerebbero.

Grazie Paolo, per tutte le risate che hai regalato ad intere generazioni di italiani.

 

di Ivan Zingariello