Da Ora o mai più, i Jalisse regalano a Mondospettacolo… fiumi di parole!

Vincitori nella categoria big del Festival di Sanremo, nel 1997, con la loro Fiumi di parole, si chiamano Fabio Ricci e Alessandra Drusian, ma, coppia anche nella vita, tutti li conoscono come Jalisse.

Attivi soprattutto all’estero, dall’8 Giugno 2018 sono in Ora o mai più, trasmissione televisiva della prima serata di Rai Uno che, condotta da Amadeus, offre ad artisti musicali ormai lontani dal successo di rimettersi in gioco, come in una sorta di talent show.

Proprio in occasione del nuovo format, Mondospettacolo ha avuto modo di intervistarli.

 

State lavorando molto all’estero, dove avete raccolto grandi soddisfazioni e calore del pubblico…

 Fabio Ricci: Dopo la vittoria al Festival di Sanremo, sempre con Fiumi di parole abbiamo preso parte nel 1997 all’Eurovision song contest, ottenendo il quarto posto e aprendo un bellissimo rapporto con i fan sparsi in tutto il mondo. Da allora, abbiamo mantenuto la simpatia che ci ha portato a fare serate in Belgio, in Svezia, in Germania, nella Bosnia Herzegovina, fino alla tournée in tre date sold out in Kazakistan. Poi, una volta finito Ora o mai più andremo a fare due concerti in Olanda. Siamo stati anche in Cile e in Canada, sicuramente abbiamo fatto molte più cose fuori che in Italia.

Alessandra Drusian: Sì, all’Eurovision song contest ci si è aperto un mondo, perché abbiamo visto la maniera diversa che hanno all’estero di approcciarsi alla musica. Grazie alle varie delegazioni dei diversi stati che partecipano all’Eurovision abbiamo avuto l’opportunità di partecipare ad eventi all’estero. Siamo stati anche in America e al festival di Vigna del mar, in Cile, dove vi erano Eros Ramazzotti e i Backstreet boys. Salire su un palco del genere, con una super orchestra e una platea di persone infinita, è stata una bella emozione. Poi abbiamo sempre continuato a lavorare all’estero, tra Spagna, Russia, Portogallo. Anche in Italia abbiamo fatto le nostre cose, ma è sicuramente mancata quella visibilità televisica che ad un artista fa sempre bene.

Cosa pensate dell’attuale panorama musicale italiano? Perché tanti artisti riscuotono successo all’estero e non in Italia?

 Fabio Ricci: Occorrerebbe veramente molto tempo per spiegarlo. Innanzitutto, c’è una grande crisi discografica mondiale, delle vendite, non della musica, perché c’è tanto materiale che esce, molte cose escono sul web e, ormai, soltanto sui social si riesce a promuovere nel vero senso della parola un prodotto nuovo. Questo perché nel ci sono tantissime cose che escono, ma si fa fatica a trovare spazi e le televisioni cercano canzoni che facciano parte della storia della musica italiana. Questo programma si basa proprio su questo, perché la gente vuole riascoltare le belle canzoni di una volta. Ma, ripeto, esce talmente tanta roba che oggi un artista giovane fa fatica a farsi strada e a rimanere nel tempo. Si è già detto che se oggi nascessero Battisti, Sting, i Police o i Genesis avrebbero difficoltà, perché, mentre allora c’erano un produttore, un discografico, un autore che ti aiutava e un arrangiatore, ora non ci sono più. Oggi c’è una velocità di consumo spaventosa e una semplicità notevole di realizzazione, perché oggi la possibilità di fare dischi a casa è reale, se non intendi realizzarlo con l’orchestra o con il gruppo di musicisti. E questo è un caso italiano, ma, in realtà, ciò succede in tutto il mondo.

Alessandra Drusian: Non sto ascoltando molta musica in questo periodo. Il panorama attuale che piace ai giovani è quello dei talent, veloce, che si brucia in un attimo, come la musica dance. Io non riesco più ad innamorarmi di una canzone in particolare. Non succede più ciò che accadeva negli anni Settanta, Ottanta e Novanta, quando ascoltavi un pezzo che ti martellava la testa in inverno e, poi, legavi ad un particolare momento della tua vita. Forse, sarò invecchiata, ma i pezzi mi sembrano quasi tutti uguali e nelle voci non mi sembra più esservi una certa ricerca vocale. Io sono legata a questa mia vocalità pulita, priva di graffio e che ha potenza, le voci poco curate mi danno un po’ fastidio.

 

Penso che il discorso musicale sia anche un po’ legato alla piattezza della vita odierna. Viviamo in una società decisamente bruttina e, essendo la musica la rappresentazione dei sentimenti in note, tutto si ripercuote in essa. Prima, per esempio, vi erano molte canzoni d’amore e le riconoscevi anche senza capire le parole, ma ascoltando la melodia. Oggi è quasi tutto rap, ma, se il testo è straniero e non conosci la lingua, non puoi capire se stai ascoltando una canzone d’amore o di altro tipo. A suo tempo, invece, senza capirne il senso delle parole intuivi che un pezzo come Unchained melody è romantico…

 Alessandra Drusian: Esatto, poi la musica rap non è neppure nella nostra cultura. Noi stiamo prendendo molte cose dall’estero, ma della nostra cultura fanno parte il bel canto, la melodia, la bella armonia. Il rap non fa parte del nostro dna, ma, se questa è la musica che va adesso, va bene così.

Sì, però se vuoi ascoltare una bella canzone devi andare a ricercarla nelle discografie di vent’anni fa e oltre…

 Alessandra Drusian: Infatti, come puoi vedere, al di là dei brani dei nostri maestri, in Ora o mai più vengono prese canzoni che, comunque, in Italia ti fanno saltare sulla sedia alla prima nota che ascolti perché le conosci. Quindi, il popolo italiano viene attirato anche dalle canzoni di cui si è innamorato.

 

Voi siete una coppia anche nella vita e avete due figlie. Pensate di indirizzarle alla carriera musicale?

 Fabio Ricci: Angelica compie diciotto anni il 31 Luglio e ora è in Paraguay perché ha vinto una borsa di studio con Intercultura, una associazione che ti offre la possibilità di andare in un’altra parte del mondo ad acquisire la cultura del posto e regalare la tua. Lei già scrive canzoni, è iscritta in SIAE, scrive testi, ha vinto diversi premi, tra cui il primo come poesia per quanto riguarda il Concorso letterario europeo Wilde, il terzo Un mare di poesia e un altro terzo legato alla letteratura a livello internazionale. Le piace scrivere poesie e racconti. Aurora, invece, è ancora piccolina, ha solo undici anni, ma già sta dimostrando la creatività disegnando bozzetti per quanto riguarda la moda. Noi a casa abbiamo il nostro spazio musicale, con microfoni, studiolo e pianoforte, ma non abbiamo mai imposto loro di imparare, abbiamo lasciato loro la libertà totale. Quindi, Angelica ha cominciato a suonare un po’ il pianoforte e a canticchiare e Aurora a canticchiare, non serve obbligare le persone, bisogna solo stimolarle. Noi portiamo avanti dal 2005 un progetto che si chiama Cantautori nelle scuole e che consiste nello sviluppare la creatività degli alunni nei plessi scolastici, facendo accendere in loro una lampadina che, un giorno, li porti ad affrontare con creatività qualsiasi lavoro si troveranno a fare.

 

Come è nata la vostra partecipazione a Ora o mai più?

Fabio Ricci: Semplicemente, è stato proposto a Pasquale Mammaro, nostro manager per quanto riguarda la televisione, e lui ci ha parlato di questa iniziativa. Siamo andati a parlare con gli autori e loro ci hanno scelti dopo che gli abbiamo presentato ciò che oggi fanno i Jalisse. Quindi, abbiamo accettato la sfida, perché noi siamo molto decisi quando sappiamo cosa vogliamo e, soprattutto, sappiamo dare. Devo dire che è una scommessa che abbiamo vinto tutti insieme, perché il 25% di share credo possa rappresentare il successo televisivo della stagione.

 

Oltre che in tv, avete in programma una tournée estiva anche in Italia?

 Alessandra Drusian: Noi ce lo auguriamo. Stiamo ancora vagliando delle proposte e speriamo che presto arrivi la proposta doc per riuscire a fare la tournée nelle piazze italiane. Intanto, come diceva Fabio, il 29 Giugno saremo in Olanda per due serate; una dove porteremo il nostro spettacolo live con i pezzi di Sanremo a fare da filo conduttore e un’altra in cui canteremo quattro brani con cui l’Italia ha partecipato all’Eurovision.

 

Francesco Lomuscio