E la nave ancora non va. Grandi manovre da domani al Quirinale.

Grandi manovre da domani, mercoledì, al Quirinale. Finalmente ancora 24 ore e si comincia a fare sul serio. Per ripartire, per portare l’Italia fuori dal Tunnel, a riveder le stelle.

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Vigilia di consultazioni , dunque, al Quirinale. Domani si parte con le prime delegazioni, dalla più piccola alla più grande, che saliranno al Colle, Sala della Vetrata, per incontrare il Presidente Mattarella per provare a risolvere il rebus del Governo. La novità delle ultime ore è che il Centro-Destra, Coalizione uscita vincente dalle urne con il 37% dei voti, per volere di Berlusconi, si presenterà all’appuntamento col Presidente della Repubblica in ordine sparso: tre delegazioni separate, con un unico obbiettivo: lasciare il cerino in mano a DI MAIO, che, non avendo la maggioranza dei parlamentari (32% conseguito alle Elezioni), non potrà da solo, pure essendo il leader del partito più votato, formare il nuovo Governo.
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Di Maio

quirinale                                                                                                      Berlusconi e Tajani 

                                                                                                       Giorgia Meloni

Cosicchè, gioco forza, costringerlo a più miti consigli, a fare un passo indietro e, a questo punto, trovare un terzo candidato, che non sia ne lui DI MAIO medesimo, nè SALVINI, che ha già dichiarato di esser disposto ad un passo indietro o di lato, un terzo candidato, che possa andare bene ad entrambi. Ottima strategia, questa, se il PD dovesse confermare di voler stare all’opposizione, in caso contrario si rischierebbe di ritrovarsi con un Governo DI MAIO appoggiato da una parte del PD, il che sarebbe una vera e propria iattura, visto che la coalizione che ha vinto le elezioni, in tal modo, verrebbe completamente esclusa dalla stanza dei bottoni e i guai dell’Italia continuerebbero ad aggravarsi.

QuirinaleMatteo Salvini
E’ del tutto evidente che occorra quanto prima dare un governo al paese, e che questo governo sia autorevole, vinta la difficile duplice  situazione di crisi  interna ed internazionale, che va affrontate con decisione e senza tentennamenti. E soprattutto con idee chiare e condivise. Inaccettabile da chicchessia, vista la situazione, porre veti su questo o quel partito, questo o quel leader politico, se si vuole trovare la quadra e provare a fare un governo, che nel rispetto del Voto politico, provi a Governare, con chi ci sta. Noi riteniamo che spetti al Centro-Destra unito che debba lavorare per trovare una soluzione alla crisi e portare il paese fuori dal baratro in cui siamo precipitati, grazie ai governi di sinistra di questi ultimi anni. Non potranno esserci soluzioni confuse o tanto per, gli italiani non se lo possono permettere. Servirà senso di responsabilità, e rispetto degli interlocutori.
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Ma soprattutto della volontà degli elettori. Forse sarebbe stato meglio, da questo punto di vista, che il centro-destra si presentasse unito ai colloqui col Presidente Mattarella, ma se questa strategia è per mettere il M5S con le spalle al muro e dimostrare che non basta risultare il primo partito per poi poter fare il Governo e governare, allora può essere una buona strategia. Che magari allungherà un po’ i tempi, ma se ciò servirà a trovare una soluzione più chiara e più forte, per il bene del paese, siamo disposti  a pazientare ancora un po’. Ma non troppo. Che per noi la situazione è abbastanza chiara: un Governo Centro-Destra-M5S è  nelle cose, ed è quello che han chiesto gli elettori, paradossalmente. A loro il compito di trovare una quadra, un compromesso,  e governare. E farlo bene. Poche cose, per far risollevare il nostro paese, come la riduzione delle tasse, il sostegno alle imprese, ai giovani e al lavoro, la sicurezza, il controllo dell’immigrazione clandestina, una nuova legge elettorale maggioritaria, e poi tornare a votare.
E comunque credo che non se ne farà nulla prima delle Elezioni in FRIULI del 29 Aprile, che daranno una ulteriore risposta di quello che vogliano gli italiani, se più pro M5S o Cdx_Unito, che per la carica a Governatore schiera Massimiliano FEDRIGA (Lega Nord), nettamente in testa in tutti i sondaggi.
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Ma soprattutto sarà bene ricordare che il 28-29 Giugno è in programma il Consiglio Europeo ( è un organo che si riunisce periodicamente per definire “le priorità e gli orientamenti politici generali”, ovvero definire l’indirizzo politico dell’Unione europea ed esaminare i principali problemi del processo di integrazione. Con il Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009, è una delle istituzioni dell’Unione europea e ha un presidente, eletto per due anni e mezzo. Da non confondere con il Consiglio dell’Unione Europea, che ha potere legislativo, al pari del Parlamento Europeo e con il Consiglio d’Europa, slegato all’Unione Europea) , dove l’Italia non potrà presentarsi senza un Governo in carica, pienamente, visto che si discuterà di argomenti chiave per il nostro e gli altri paesi dell’unione per i prossimi anni a venire: 1. sul diritto d’asilo, e quindi sul grosso delle politiche immigratorie; 2. sul futuro dell’ euro e quindi sul rapporto tra deficit e Pil, Fiscal Compact, Fondo Monetario Europeo); 3. sul dare-avere di ciascun paese membro dell’U.E. per i prossimi 7 anni. Vista la posta in gioco, va bene aspettare il responso elettorale del Friuli (che secondo noi non darà risposte certe e definitive), ma non possiamo permetterci di aspettare oltre. Troppo alta la posta in gioco nel prossimo Consiglio Europeo. Sarà bene tenerne conto, di questa scadenza, e darsi una mossa. Per arrivarci con idee chiare e difendere i nostri interessi nazionali, prima di tutto.
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                                                                                                     Il Parlamento Europeo

Galgano PALAFERRI

<UpL_UnionePerLeLibertà>