Eva Leny, a colloquio con la Sexy Star 

Una vita con la valigia in mano. Con l’estate che arriva, inutile dire che saranno mesi… di fuoco. Inizia la stagione “calda” per Eva Leny con importanti date come al DiscoDoc di Udine, richiestissima ormai anche negli innovativi sexybar dove si coniuga buona musica ad un pizzico di sensualità. Dopo esser stata ospite al Madison Square di Gravellona Toce (VB) accolta come special guest per il nuovo locale, la sua prossima tappa sarà venerdì 15 giugno in Abruzzo. Per chi vorrà godersi un misto di sensualità e femminilità con una punta di erotismo, qui c’è quel che fa al caso vostro. Eva Leny sarà ospite del Caffè SAMÒ a Città Sant’Angelo (PE) per una serata imperdibile. Così travolgente sul palco, così schiva nel quotidiano. Insomma, oltre al corpo e alle forme, c’è molto di più. Ad esempio una laurea o un passato nel teatro “normale” improvvisamente trasformatasi in cabaret sensuali e spettacoli di burlesque. Eva Leny dal 2013 ad oggi è una delle sexy-star italo-serbe più belle e apprezzate del Belpaese. 

Prima dell’erotismo, la tua è stata una vita… normale. 

Ero una bimba vispa, anche se a scuola taciturna e riservata, come lo sono ancora oggi nel mio privato. Tendevo a non dare confidenza agli estranei, a tenere tutto per me. Finchè a 13 anni sono improvvisamente cresciuta ed ho scelto di andare via di casa.

Tu, che abitavi in Piemonte, finisci col guardare anche a Milano. 

Studio dizione e recitazione, mi appassiono al mondo dello spettacolo frequentando anche vari corsi di formazione altamente qualificanti. Sul palco mi trovo a mio agio, sono notata e ingaggiata da altre Compagnie e da chi mi nota per la mia disinvoltura nel parlare.

La ruota però gira… 

Vengo contattata per lavorare in un night club, ma rinuncio. Non fa per me, almeno così mi ripeto. Poi, a stretto giro di boa, un’amicizia mi spinge ad entrare in questa avventura assistendo ad un suo show di strip. I primi passi sono titubanti, anche se l’esperienza che vedo con i miei occhi è divertente e curiosa, lontana da morbosità assoluta. Certo, vedere un corpo di donna nudo sul palco, ancora mi imbarazza. Ma, al tempo stesso, noto la sensualità abbinata al divertimento. Così, l’idea  mi rimbalza in testa per qualche tempo…

Ed ecco che arriva il dicembre 2013. 

E inizio ufficialmente l’avventura nel mondo dell’eros. Nasce Eva Leny come personaggio sexy. Inizio con i miei spettacoli di cabaret erotico, debutto con il burlesque, nei miei show applico tutto ciò che ho imparato nelle scuole di recitazione e di teatro. È un’esperienza che mi avvolge ormai da 4 anni, ma è un mondo che non mi ha cambiata.

Ovvero? 

Il lavoro, rimane lavoro. Quella che vedete sul palco, disinvolta e provocante, non è la donna che potreste incontrare per strada. Inoltre non mi piace ciò che è volgarità, eccesso, estremismo.

Forse anche per questo, nell’erotismo hai collezionato esperienze. 

Ho partecipato alle principali fiere erotiche italiane, sono state concorrente di Wild Girls 2, sono stata ospite di Vizi Privati 2 con Maurizia Paradiso e poche settimane fa ho concluso la mia prima esperienza di conduttrice di un  programma erotico : “A far l’amore comincia tu”, di cui ero stata ospite nella stagione precedente. Un passo in avanti importante, l’occasione di mettere in gioco tutte le mie capacità. L’elenco è lungo se ci aggiungiamo show  nei locali e vari eventi…

Ma prima del mondo dell’eros, avevi già raccolto soddisfazioni in ambito spettacolo “normale”. 

Proprio così, a partire da alcune foto per la linea di intimo Yamamay che avevo scattato da ragazzina. Poi ho lavorato in TV locali del Lazio, della Campania, del Piemonte e non solo, sono stata su Lucignolo, inviata per  programmi di web TV, altre trasmissioni  a carattere nazionale hanno raccontato di me. Non nego che il mio sogno rimane quello della conduzione: se fosse per un programma della TV generalista, ci farei oggi la firma. E se fosse sempre nel campo dell’erotismo, mi piacerebbe che il mio personaggio si distinguesse senza doversi necessariamente spogliare.

A.T.

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