Gabriele Caprio ci racconta La mia famiglia a soqquadro

Ciao lettori e lettrici di Mondospettacolo!! Sono tornata con una nuova intervista ad un giovanissimo attore del Cinema Italiano: Gabriele Caprio.

Gabriele è noto al grande pubblico sin da bambino, grazie a numerose fiction e film. Da poco nelle sale di alcuni cinema Italiani con il film “Una famiglia a soqquadro” per la regia di Max Nardari.

Conosciamolo meglio!


Ciao Gabriele e benvenuto su Mondospettacolo.

Iniziamo parlando di te: chi è Gabriele Caprio e come nasce la tua passione per la recitazione?

Gabriele: “Avendo la possibilità di avere come padre un attore –doppiatore, sicuramente è stato più facile per me avvicinarmi a questo mondo. Ho cominciato per caso: il regista Vittorio Sindoni cercava un bambino che assomigliasse a Giulio Scarpati nella serie “Cugino&Cugino“ per Rai 1.

Il provino andò bene e lì conobbi tanti bravi attori cominciando da Giulio Scarpati e Nino Frassica.  Poi ho proseguito facendo diverse fiction e conoscendo attori importanti come la grande Virna Lisi, Ottavia Piccolo, Jean Sorrel, Andrea Giordana, Elena Sofia Ricci, Terence Hill…  In parallelo sono entrato anche nel mondo del doppiaggio.”

Qual è stata l’esperienza che ricordi con maggior piacere?

Gabriele: L’esperienza in “Cugino&Cugino” è stata come un gioco, probabilmente perché ero piuttosto piccolo (avevo 6 anni e mezzo). Durante le pause mi sono divertito con Nino Frassica, molto spiritoso anche nella vita. Comunque in tutte le serie ci sono state sempre dei bei momenti divertenti e giocosi.

Qual è stata, invece, quella più difficile?

Gabriele Caprio con Eleonora Giorgi

Gabriele: La scena più difficile e impegnativa è stata nella fiction “Una buona stagione” con la regia di Gianni Lepre: era d’estate con 40 ° fuori e dovevo girare circondato da un incendio.

Ci abbiamo messo circa 5 ore e non è stato semplice.

Tuo padre, Mino Caprio, è un noto doppiatore e attore. E’ difficile – e se si quanto – esser figlio d’arte?

Gabriele: Per niente. Quando ero piccolo accompagnavo mio padre tante volte nelle sale di doppiaggio e allora mi è diventato un luogo familiare. Mi ha aiutato poi a preparare tante scene, insegnandomi molte cose. Ho dovuto imparare come mimare un attacco di cuore, una crisi dì asma, tutte cose che non sapevo neanche che fossero, figurati a recitarle.

Lui mi ha insegnato anche tanti “trucchi del doppiaggio”: mi è stato utile in “Pinocchio“ film d’animazione di Enzo d’Alò dove ho  doppiato  Pinocchio e mio padre Geppetto. E’ stata un’emozione doppiare al leggio accanto a papà.

Parliamo ora del tuo ultimo film che uscirà da poco nelle sale “Una famiglia a soqquadro”; qual è il tuo ruolo?

Gabriele: Parliamo di “La mia famiglia a soqquadro”. Io interpretò Martino, un ragazzo di 11 anni, arrivato in una scuola nuove per iniziare le medie. Compagni nuovi e problematiche nuove. Sono tutti figli di separati. I viaggi nei posti esotici, i doppi regali generano l’invidia del mio personaggio nei confronti dei suoi compagni. E cosi decide di far dividere i suoi genitori per non sentirsi un diverso.

Gabriele Caprio e Max Nardari

Com’è nato il tuo interesse per questa produzione? Cosa ti ha colpito in particolare di questo progetto?

Gabriele: E’ stato Max Nardari, il regista, a volermi come interprete di Martino e dopo aver letto il copione mi è piaciuta l’idea. Anch’ io in classe ho tanti compagni che hanno i genitori separati e ho capito che è una situazione familiare frequente oggi. Ero curioso di interpretare un personaggio lontano dalle mie abitudini familiari.

Raccontaci qualcosa di più su Martino, il personaggio che interpreti:

Gabriele: Martino ha una personalità a più facce, nel senso che da principio è un ragazzo ingenuo, poi invidioso, vittima di alcuni suoi compagni che lo definiscono “sfigato” e che lo deridono fino a diventare architetto di un piano diabolico.

Ma poi verrà il momento del riscatto…

Quanto ti riconosci in questo personaggio? E’ davvero difficile per i ragazzi di oggi esser “normali”?

Gabriele: Quello che noto oggi è che ci si uniforma a vizi, abitudini non sane e a falsi valori.

Purtroppo anch’io qualche volta cado in questa trappola; mi riferisco all’ uso un po’ troppo frequente dello smartphone ed è per questo che i miei genitori ogni tanto mi rimproverano.

La dipendenza può essere pericolosa.

Gabriele, racconta ai lettori di Mondospettacolo qual è stato l’aneddoto più divertente avvenuto durante queste riprese?

Gabriele: Ho passato un mese a Terni a girare questo film tra agosto e settembre del 2015 ed è stato molto intenso perché si è creato un legame davvero forte con tutti quanti. In special modo ho legato con Christian Borromeo che interpreta l’antagonista o meglio il “bullo” della situazione e nella realtà siamo diventati molto amici.

Mi sono divertito tanto nella scena in cui, con i genitori “finalmente” separati, arrivo a scuola cambiato suscitando l’incredulità dei miei compagni.

Ultima domanda: quali sono i progetti nuovi in cui sei impegnato? Puoi rivelarlo in anteprima ai nostri lettori?

Gabriele: Al momento sto doppiando dei film che devono uscire prossimamente sul grande schermo, tra cui il remake di “IT” – genere horror.

“Una famiglia a soqquadro” è uscito nelle sale il 30 marzo, non perdetevelo!

Sara Ashira Vivian

Nella foto di copertina Gabriele e Mino Caprio