GRID GIRLS, WEINSTEIN & COMPANY

Lo ammetto: dopo un’iniziale entusiasmo verso la stesura di questo articolo stavo per mollare. Perché? Perché spesso le cose sono molto più semplici e possono bastare poche parole su un tweet. D’altronde, come diceva Leonardo Da Vinci: “La semplicità è la suprema sofisticazione”. Sentivo che fosse quasi sufficiente il mio rimbrotto su facebook sullo scottante tema delle “Grid Girls”. Forse non ho percepito di poter dare un significante contributo su un tema così trito e ritrito. Così, se me lo concederete, ho provato a scrivere col mio solito metodo viscerale.

Viktorie Ignoto fotografata da Lorenzo Domenici

Focalizziamoci sulla nostra tendenza al perbenismo: ci rende come degli automi che in modalità “noia”, sono a caccia di compagnia attraverso luoghi comuni alla “Capitan Ovvio”. Vogliamo raccogliere quanti più consensi ci è possibile ottenere per mezzo di un nocivo e approssimativo giudizio, talvolta nel segno della più bieca autocommiserazione. Diamo più dignità alle donne! No al femminicidio! No alla taglia 38-36! Pecchiamo veramente di fantasia. E’ comodo parlare per slogan. E’ scomodo percorrere le intricate e multiformi vie della verità: non è né bianca né nera, né a destra e né a sinistra e né su né giù. Predicozzo finito. Ora passiamo al dunque.

Dopo il caso che io chiamerei “hanno scoperto l’acqua calda” (Weinstein), l’antidoto geniale e redentivo per il genere femminile proposto dal vigente e strabigotto movimento moralista: aboliamo le Grid Girls! Applausi! Intanto, oltremare, zio Weinstein (ormai è di famiglia per tutti noi) brinda con la centomillesima preda/vipera arrivista che, maturati i tempi e il conto corrente, lo denuncerà mezzo secolo dopo. Qui, come anche altrove, continuiamo a gran voce a castrare ideologicamente la sensualità femminile nel segno della “grande rivolta femminista”.

Ambisce a una libertà fittizia. Immagino, in tutto ciò, il maligno ghigno di soddisfazione di alcune delle femministe nell’apprendere della imminente caduta delle povere ombrelline. Divido le femministe in 2 categorie: le cosiddette “sfigate croniche”, che altro non desiderano che censurare per invidia le donne più avvenenti; e le “crocerossine traumatizzate” che mosse da un vero sentimento altruista cercano conforto tra le spire di questa causa dal sapore vittimista. Apprezzo e rispetto queste ultime: ma, credetemi, sono una minoranza.

E poi abbiamo in ciò gli uomini: loro alzano le mani! Noooo, ma vi pare che a loro interessi vedere qualche bella stangona bionda con la quarta di seno alla griglia di partenza? Sono uomini e padri, “duri e puri”, sono tutto chiesa e famiglia. Peccato per il tragitto. Talvolta li frega! E intanto continuano a fare 3000 corti all’anno sulla “violenza alle donne”. Il tema è più abusato delle donne stesse!! E’ strumentalizzato per muovere con facilità la compassione del pubblico e di riscuotere così successo: è sempre la solita tiritera. Alzi la mano chi afferma che le donne debbano emulare gli uomini per “avere le palle”: così lo fucilo. Nulla togliendo alle altre qualità, che spesso sono determinanti rispetto alla bellezza fisica, é risaputo ed è naturale che le esse vengano giudicate per il loro aspetto fisico più degli uomini.

Viktorie Ignoto fotografata da Lorenzo Domenici

Questo è il gioco, allora giochiamo! Lasciate le Grid Girls al loro posto, gioverebbe al loro portafoglio (probabilmente provato dalla dura vita universitaria) e gioverebbe agli occhi di qualche single (e non). Viviamola tutti con più tranquillità e leggerezza. Da tempo ormai donne e motori, fan deliziare gli spettatori!

Viktorie Ignoto

La foto di copertina è di Gabriele Ferramola