Le guerre horrende, il limbo della memoria

Le guerre horrende prendono il via su uno spazio bucolico: un fitto bosco circonda un lieve pendio sul quale vi è una quercia secolare. A rompere il verde di questa scena vi è un vecchio carrozzone da circo, di colore rosso, nel quale dorme profondamente il Capitano, un ragazzo del ’99. A distogliere questi dal suo sonno agitato è lo squillante Scudiero (Désirée Giorgietti), che ricorda al Capitano (Livio Pacella), come ogni mattina, che è tutto pronto per lo spettacolo.

Inizia così il racconto del Capitano e dello Scudiero che, di fronte ad un pubblico immaginario di insetti e animali del bosco, raccontano della tremenda guerra svoltasi tra il Re delle Mosche e la Regina delle Formiche.

Oltre alle strambe storie recitate dai due, nulla sembra turbare più di tanto la quiete del bosco circostante. L’arrivo, però, di un paracadutista (Dario Leone) privato della sua memoria per colpa di un incidente, cambierà le carte in tavola.

Tra improbabili tragedie e ricordi dei tre protagonisti, lo spettatore ripercorre alcuni dei momenti più tristi della storia d’Italia, durante il secondo conflitto mondiale e l’occupazione dello stivale da parte delle truppe naziste.

Quando il paracadutista, seguito dallo Scudiero, cerca di uscire da quel bosco, scopre che nessuno può abbandonare quel luogo e che, forse, solo il Capitano conosce il segreto per andarsene.

Inizia così uno scontro diretto tra i tre, dove tutti vogliono sapere, ma, allo stesso tempo, si ha paura, perché con la verità vengono a galla segreti che era meglio dimenticare, orrori che la mente aveva accantonato per poter tornare alla spensieratezza del bosco circostante.

Secondo lungometraggio di Giulia Brazzale e Luca Immesi, dopo il loro esordio Ritual – Una storia psicomagica, Le guerre horrende è ispirato al testo teatrale de Le guerre orrende di Pino Costalunga (1997), dal quale i due registi riprendono anche il timbro scenico e recitativo con cui i tre protagonisti portano in scena, sino all’ esasperazione dei loro stessi personaggi, un dramma nel dramma.

Ciò che si nasconde dietro i racconti e il passato dei tre sarà svelato solo quando tutti saranno in grado di affrontare per un’ ultima volta la più importante delle messe in scena: la loro stessa storia.

Mara Carlesi