Le interviste di Erika Diamanti: Vittoria Citerni di Siena

Cari amici di Mondospettacolo oggi la vostra Erika Diamanti intervisterà per voi la regista Vittoria Citerni di Siena.

Vittoria, promettente regista e autrice. Ha debuttato da poco al Teatro Trastevere di Roma il tuo “Giro di vite” di Henry James. Parlacene 

Giro di Vite viene definito il racconto perfetto. E questo direi che spiega, in poche parole, l’essenza dello stesso. E’ una storia molto intima, una storia che gioca sul non detto, una “ghost story” di fine ottocento in grado di far emozionare ancora oggi. E’ un testo molto forte, che fa immaginare delle cose tremende, senza però confermarle mai. E forse è proprio questa la sua forza. Io ci ho fatto la mia tesi di laurea proprio su questo testo, ed i suoi vari adattamenti, tra cui l’opera musicale di Britten e il film “Suspance” di Calyton con Debora Kerr. Era un piccolo grande sogno nel cassetto. Una sfida: difficilissimo da mettere in scena, difficile da dirigere, ma una gran bella sfida per una regista giovane con me. E devo dire che il successo c’è stato, sia per noi che per il pubblico. Ma ora non vi svelo di più, dovrete venirci a vedere!

Ami il teatro a 360 gradi, che cosa ti trasmette quando come regista e scrittrice, crei? E quando ti è nata questa grande passione?

Non c’è nulla di più emozionante di prendere una storia e darle vita. Dare una voce, carne sangue… un volto, a un qualcosa che fino a poco prima era solo su carta. Vedere il processo, attraverso cui, giorno dopo giorno, i personaggi prendono vita. Perché è proprio questo che succede. Si realizza qualcosa di unico, diverso da qualsiasi altra cosa si sia creata prima. Ed ogni sera, l’emozione è diversa, anche se sono repliche di uno stesso spettacolo ormai collaudato. La passione mi è nata in realtà già da piccolissima, quando frequentavo la scuola media. Mi ricordo che come regalo, alla fine della terza media mi feci regalare due biglietti per andare a vedere “The Phantom of the Opera”, il musical di Andrew Lloyd Webber a Londra. Durante il liceo ho capito che sarebbe stata la ma vita, la mia strada.

Sei stata anche dietro la macchina da presa. Raccontaci questa tua esperienza.

Nasco come regista di stampo cinematografico in realtà, anche se il teatro è sempre stato presente nella mia vita. Ho iniziato a quattordici anni con la prima compagnia, “Il Quadriportico”. Il  cinema è diverso. Più complesso sotto alcuni punti di vista, meno sotto altri. Il rapporto che si vive con l’attore a teatro è più intenso, quasi immersivo oserei dire. Il gruppo di lavoro inoltre è più piccolo. Al cinema invece spesso la crew è molto più numerosa ed il regista deve comunque essere in grado di gestire un numero nettamente maggiore di persone, oltre che avere un minimo di competenze tecniche generali inerenti ciascun reparto. E’una sorta di operazione chirurgica. Non si ha il “problema” del Live, cosa che accade in teatro. Si ha la possibilità, seppur non illimitata, di ripetere i take. Ho lavorato in tre film fino ad ora: “Una Questione privata” dei Fratelli Taviani come assistente alla regia, “A Dark Rome” di Andres Rafael Zabala, interamente girato in inglese, come aiuto regia e “L’altra faccia del destino”, opera prima di Francesco Spagnolo, anche questo come aiuto regia. Ho diretto numerosi corti, un mediometraggio, un documentario… ed ho scritto il mio primo lungometraggio, che spero si farà presto, come opera prima.

Sei davvero molto giovane, che cosa ti aspetti dal tuo futuro?

Spero di affermarmi, sia in ambito teatrale e cinematografico. Non mi immagino a fare nient’altro nella vita. Dico sempre che questo lavoro parte da una passione, una passione molto forte. E’ difficile “staccare”, dire “torno a casa e per oggi ho finito”. Si tratta di un modo di essere. Difficile, intenso, bellissimo.

Cosa bolle in pentola… progetti futuri?

Molti, moltissimi… a partire da Giro di Vite. Il 29 Luglio saremo infatti di nuovo in scena al Teatro comunale di Tagliacozzo in occasione del Festival Internazionale di Mezza Estate. Il 25 marzo sarò in scena al Teatro Goldoni di Bagnoli di Sopra in occasione di Corti in Palco, dove siamo stati selezionati con il corto teatrale “Evasione”, scritto da Luigi Passarelli e diretto da me. Abbiamo appena ultimato il montaggio del cortometraggio Plasma da me diretto e scritto sempre da Luigi Passarelli, vincitore già di numerosi festival per la sceneggiatura. Verso Aprile vi dovrebbe essere inoltre l’uscita del nuovo film dei Fratelli Taviani. Ad Aprile dirigerò inoltre Il Campione e il professore insieme a Massimo Morlando al Teatro Comunale di Pomezia.

Erika Diamanti