L’horror esorcistico italiano, ”Colour from the dark”

”Colour from the dark” è un horror sovrannaturale italiano del 2008, diretto da Ivan Zuccon e ispirato al racconto ‘‘Il colore venuto dallo spazio” del maestro dell’horror, Lovecraft, che ha da sempre ispirato le opere del regista.

La storia si svolge negli anni ’40 ed è ambientata durante la seconda guerra mondiale, dove due famiglie contadine diventano preda di qualcosa di sovrannaturale senza neanche volerlo. I protagonisti sono un marito, una moglie Lucia e la sorella di lei, Alice, psicolabile e affetta da una patologia psichiatrica.

Un giorno Alice, fa cadere il secchio nel pozzo e nel tentativo di riprenderlo, apre la porta a qualcosa di sovrannaturale, un colore azzurrino strano, una forma aliena. Non sanno però, che questa energia porterà poi tanti guai. Lucia, viene presa di mira e diviene la protagonista della vicenda, il mezzo utilizzato dal ”colore” per interagire con gli umani tramite la possessione, prendendo in possesso il corpo di quest’ultima per utilizzarlo come mera fonte di male.

L’horror italiano non è deceduto negli anni ’80, ma è riuscito ad emergere anche in anni recenti, tramite il mondo underground (Zuccon, Zampagnone).

Zuccon non mira al semplice horror, ma al gotico più puro, dalle ambientazioni (una villa abbandonata) alle atmosfere orrifiche. Interessante la graduale vista dell’orrore preso in considerazione come fisico e metafisico e della lenta visualizzazione del delirio che prende possesso le menti umane.

L’horror italiano è stato ancora capace di inquietare, di fare qualcosa che facevano anni fa Argento, Fulci, Bava, Soavi e Avati (tanto per citare alcuni maestri che hanno ispirato il genere internazionale). Il regista qui ci dà una grande prova, mettendo in risalto l’alone terrificante, mescolando la paura con le possessioni demoniache e con la fantascienza. Inoltre, a ciò, non manca un giusto tocco di dose splatterosa e del bel, sano, erotismo.

Zuccon non rinuncia a scene di violenza massiccia (realizzate in maniera egregia) e si concentra in maniera particolare sul lato psicologico dei personaggi, caratterizzandoli e studiandoli.

Una grande prova registica quella di Ivan Zuccon, che è riuscito a trasporre su pellicola gli incubi lovecraftiani.