Recensione: Malarazza (Una storia di periferia), il racconto spietato del degrado catanese

Un boss in declino senza più prestigio, Tommasino Malarazza (David Coco), sua moglie Rosaria (Stella Egitto) che prova a salvare il figlio Antonino (Antonino Frasca Spada) dalla pesante eredità paterna, il giovane Franco (Paolo Briguglia), fratello e consigliere della donna, costretto a vivere in condizioni di degrado perché trans, e la feroce e spietata malavita che devasta i quartieri catanesi di Librino e San Berillo.
È con questi pochi elementi che Giovanni Virgilio plasma un’impietosa condanna del degrado e abbandono cui è costretta la periferia.


Senza nessuna mitizzazione, Malarazza (Una storia di periferia) porta in scena la vita dei sobborghi con la sua inclemenza e atrocità, guarda alla crudeltà che si annida in luoghi inaspettatamente vicini e ci spinge a riflettere su cosa è bene e cosa non lo è.
La periferia dimenticata di Catania assume i tratti di una sorta di Hotel California da cui nessuno riesce a scappare. Rosaria prova in tutti i modi a costruire per suo figlio Antonino un futuro migliore, lontano dalle regole della mafia e dello spaccio. Franco lotta in silenzio per mantenere il proprio pudore anche se costretto a prostituirsi per vivere. Le forze dell’ordine locali si sforzano di prevenire la criminalità.
Ogni tentativo, però, è destinato a fallire. Da un lato c’è la voglia di farcela a tutti i costi, ma, dall’altro, vi sono la consapevolezza e la rassegnazione che a quel degrado non si scampa.


Alla fine non ci sono vincitori perché pure i ‘buoni’ rimangono imbrigliati in un mondo marcio che sembra poter cambiare solo con un intervento esterno e più grande, quello dello Stato, capace di andare lì dove la forza del singolo non può arrivare.
Quello che ne viene fuori è un racconto capace di sbattere in faccia allo spettatore e senza troppi filtri una realtà dura e sanguinaria. Un film capace di dirci che quella realtà vive silenziosa accanto a ciascuno, perché la periferia che vediamo non è solo quella di Catania, è quella di tutte le città.
Senza essere mai noioso e valorizzato da una colonna sonora adeguata e variegata, Malarazza (Una storia di periferia) mantiene alta la tensione e coinvolge in una storia che, alla fine, ci lascia con un finale inevitabile e con qualche domanda sul Paese in cui viviamo.
È un racconto spietato, uno spaccato di vita vera che vale la pena di conoscere.


Valeria Gaetano