Marikah Bentley: “Mistress si nasce, non si diventa”

“Mistress si nasce, non si diventa”. Parole di Marikah Bentley, una “padrona” di professione, nome d’arte di una fra le donne più ricercate d’Italia dagli amanti del BDSM. Una ex bambina tranquilla, silenziosa e riflessiva che oggi è una fra le più desiderate fra chi vuole evadere. La sua è una storia ricca di curiosità e di aneddoti, di incontri stravaganti e di richieste che possono apparire fuori dal normale. “Il mondo del BDSM è molto più vasto di quello che si può immaginare! Purtroppo per via dell’ignoranza che c’è in materia, si pensa alla mistress come ad una donna provocante vestita in pelle, con la frusta in mano mentre provoca dolore allo schiavo di turno. E questo, oltre ad essere estremamente riduttivo è davvero triste”. La sua è una difesa accorata di un settore che in Italia è letteralmente esploso in termini di numeri e di interesse. E fra i suoi “schiavi”, ovvero gli uomini (e le donne) che accettano di sottomettersi ai suoi voleri, vi sono persone di ogni età e classe sociale. E le pratiche sono ogni volta diverse. Una ricerca di piacere che ognuno interpreta a modo proprio. “Se fosse come viene descritto per mezzo dei soliti luoghi comuni, il BDSM sarebbe davvero un mondo banale, anzi il termine mondo non si potrebbe neanche usare. Invece è un mondo vasto, misterioso, sublime, con mille e più sfumature e in cui i dettagli fanno la differenza”.

Un mondo che ti vede protagonista.

E il mio nome d’arte è Marikah Bentley, quello d’origine invece resterà per sempre un mistero… come un segreto è la mia età! Un giorno ho 20 anni, un altro 30, dipende da come mi alzo al mattino!

Hobby e curiosità di una mistress?

Uguali a quelle di tante altre persone! Canto per diletto, mi piace molto il ballo e tutto ciò che è coreografia. E, infatti, curo personalmente nei dettagli tutti i miei spettacolo. Faccio sport, in particolare pratico arti marziali, amo viaggiare e quando posso mi piace stare con la mia famiglia, i miei cani e gli amici più stretti.

Oggi mistress, un tempo bambina tranquilla.

Amavo osservare tutto ciò che mi circondava, studiare le persone e in base al loro abbigliamento, al loro modo di porsi, di parlare, di agire. E da tutto questo, ne traevo un profilo. Amavo molto fare un sacco di scherzi! Sono nata con il dono della sensitività, sono sempre stata molto spirituale e sognavo di diventare una maga. Fin da piccolissima per diletto intraprendevo lunghe letture su testi esoterici molto articolati, studiando le differenti filosofie attraverso diversi autori.

Una ragazza anti-convenzionale.

E proprio per questo, a causa del mio volermi imporre su tutto e su tutti, a 16 anni ho scelto di andare a vivere da sola.

Una decisione piena di coraggio.

Non volendo l’aiuto di nessuno, ho iniziato a lavorare optando per lavori su provvigioni che non prevedevano orari e giorni fissi ma che potevo gestire totalmente autonomamente. In poco tempo ottenni grandi risultati, ero la più produttiva e vincevo premi, viaggi, fisso mensile… Tuttavia ogni volta che arrivavo in alto, cambiavo azienda e ricominciavo da zero! Era una sfida per me e mi piaceva!

Dove e quando emerge il tuo lato mistress?

Mistress si nasce, non si diventa. Una vera mistress già in età non sospetta è conscia del proprio status. Magari fino all’età adolescenziale, quando il carattere non è ancora ben formato, tende a nasconderlo per timore del giudizio, della discriminazione e dell’emarginazione,vista e considerata la chiusura mentale in cui viviamo. Ma se lo è realmente, quanto prima imporrà il suo essere intraprendendo una strada senza ritorno.

Quando inizia il tuo percorso?

Io già da bambina mi ero resa conto di essere “diversa”. Ho sempre odiato gli oratori, le colonie estive, i viaggi organizzati, le grandi comitive. Mi sono sempre imposta con i miei genitori per non farne parte perché già da piccola per me era inconcepibile dovermi adeguare a ritmi, idee e scelte altrui o comuni. L’unica a dover decidere sul mio tempo e sul tempo delle persone a me vicine dovevo essere io. Cosi, il tempo libero amavo trascorrerlo da sola con i miei animali, oppure leggendo, ascoltando musica, facendo lunghe passeggiate nella natura, solo in qualche caso con la mia amica del cuore che accondiscendeva ovviamente a tutto ciò che volevo fare.

L’animo “dominatore” stava prendendo piede.

In età adolescenziale, quando presi piena coscienza di essere una mistress, non misi i manifesti ne andai a urlarlo ai quattro venti: per me era una cosa normalissima. Da li iniziai a notare molte cose intorno a me. Ad esempio capivo subito quando c’era uno/a possibile slave, era diventata una percezione naturale e non sbagliavo mai.

Una percezione a pelle…

Coglievo delle sfumature nelle persone che loro nemmeno sapevano di avere e grazie a me molti hanno potuto conoscersi più a fondo iniziando a viversi completamente per quello che erano. Raggiunta la maggiore età fino ad oggi ho semplicemente deciso di unire l’utile al dilettevole, concedendo a chi ne fosse degno, secondo il mio insindacabile giudizio, di accedere alle mie sessioni.

Com’è il mondo del BDSM?

E’ il mondo che è racchiuso in ciascuno di noi, quello che teniamo segretamente nascosto, in cui custodiamo ogni desiderio più intimo. E’ il mondo che ci appagherebbe in tutto e per tutto se solo avessimo il coraggio di viverlo. Al suo interno ci sono innumerevoli pratiche di dominazione, da quelle cerebrali a quelle fisiche e all’interno di esse una vastità infinita.

Marikah Bentley come tratta i suoi schiavi?

Personalmente mi piace iniziare i novizi a piccoli passi, senza bruciare le tappe ma gustandone bene una per una fino a far sì che con il tempo si abbandonino completamente a me, con corpo e anima.

Cosa c’è di “eccitante” per lo slave?

Il fatto di spogliarsi della maschera che è costretto a indossare nella quotidianità, l’abbandonarsi totalmente e sentirsi totalmente di mia proprietà.

Quali pericoli ci sono?

L’unico pericolo che si corre conoscendomi è di non poterne più fare a meno…!Eh sì, creo una certa dipendenza! Riguardo alle pratiche non c’ è nulla di pericoloso se come nel mio caso si hanno le conoscenze giuste  e si sa come procedere; le sessioni le svolgo sempre e solo in totale sicurezza, fornendo una safeword per lo stop ai giochi in qualsiasi momento e accolgo solo persone sane,sicure e consenzienti.

Ti sentivi una predestinata?

Ho sempre saputo di far parte di questo mondo, con gli anni l’ho solo reso pubblico unendo l’utile al dilettevole. Questa è la mia vita, non potrei mai rinunciare a una parte di me così importante.

Chi sono i tuoi schiavi?

Ho prevalentemente slave uomini ma le donne non mancano! I miei schiavi sono tutti particolari, essendo per me tutto normale non saprei davvero cosa raccontare. E con loro vorrei realizzare nuove pratiche, tutte da scoprire…

A.T.

MARIKAH BENTLEY

www.marikahbentley.com

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