Mery per sempre e Ragazzi fuori: rispolverando in dvd il Neo-Neorealismo di Marco Risi

Figlio d’arte di uno dei più grandi registi del nostro cinema, dopo aver realizzato una trilogia leggera insieme all’attore Jerry Calà (Vado a vivere da solo, Un ragazzo e una ragazza, Colpo di fulmine) ed essere entrato nel genere drammatico grazie a Soldati – 365 all’alba, Marco Risi fu coinvolto nella realizzazione di un dittico di lungometraggi che lo imposero maggiormente come regista socialmente impegnato: Mery per sempre e Ragazzi fuori.

Due modi per poter osservare come, nel pieno del decennio degli Ottanta, il tema dei giovani sbandati e disadattati di Palermo sia stato una piaga di non poco conto, abitata dalle menti adolescenziali più problematiche che una situazione del genere poteva annoverare.

Due titoli che, grazie a CG Entertainment (www.cgentertainment.it), possono oggi essere riscoperti anche su supporto dvd.

 

Mery per sempre (1989)

Su sceneggiatura a cura di Stefano Rulli e Sandro Petraglia tratta da un romanzo di Aurelio Grimaldi, la storia del professore Marco Terzi (Michele Placido), il quale si fa trasferire da Milano al carcere minorile Malaspina, a Palermo, dove entra in contatto con un universo alquanto critico, popolato da giovani menti travagliate dal contatto con la violenza e la prepotenza, reietti di un mondo che ormai non li accetta per il loro modo di vivere la vita criminale.

Marco, però, non si da’ per vinto e, nonostante le complicazioni del caso, tenta il tutto e per tutto al fine di recuperare le vite adolescenziali di questi soggetti pericolosi, tra i quali Pietro (Amendola), Natale (Sperandeo) e il travestito Mery (Alessandro Di Sanzo).

Portabandiera di un cinema sociale anni Ottanta, il film di Risi è stato ritenuto per lungo tempo il titolo cui si deve la rinascita di un modo di guardare al genere impegnato, grazie all’utilizzo di un perenne neorealismo nella messa in scena (tant’è che allora si parlò di Neo-Neorealismo) e nella trama raccontata, pregna di storie vere che nella realtà palermitana era possibile vedere all’epoca (ma anche oggi).

Il merito di tale riuscita va sopratutto alla validità del ricco cast artistico, al cui interno, oltre agli avviati Placido e Amendola (quest’ultimo in versione palermitana), è possibile rimanere ammaliati dalla scelta dei giovani carcerati, interpretati da attori non professionisti come Benigno, Di Sanzo, Roberto Mariano, Maurizio Prollo, Filippo Genzardi, Giovanni Alamia, Alfredo Li Bassi e Salvatore Termini.

In più, va annoverata nel contorno la presenza di un grandioso Tony Sperandeo nei panni  di una guardia carceraria.

Un’intervista di quindici minuti al regista, la sua biografia e quella di attori Placido e Amendola arricchiscono il disco quali extra.

 

Ragazzi fuori (1990)

In seguito al successo di Mery per sempre, l’interrogativo fu immediato nel 1990: cosa sarà dei giovani protagonisti una volta usciti di prigione? La risposta è stata fornita da questo sequel concepito dallo stesso Risi, il quale scrisse la sceneggiatura insieme ad Aurelio Grimaldi, autore del romanzo che ispirò il primo film.

Stavolta l’occhio di Risi volge direttamente a questi ragazzi di Palermo, senza filtrare il punto di vista tramite lo sguardo di un personaggio “adulto” quale era quello di Placido nel capostipite; quindi, abbiamo il “mucchio selvaggio” sciolto, alle prese con la durezza della sua esistenza.

Natale (Francesco Benigno), Mery (Alessandro Di Sanzo), Antonio (Roberto Mariano), Claudio (Maurizio Prollo), Carmelo (Alfredo Li Bassi), Matteo (Filippo Genzardi) e Ching Cong (Salvatore Termini), un gruppo di vite spericolate condannate da un’esistenza priva di tranquillità, tra criminalità di strada e problemi personali.

E Risi stavolta va ben oltre le aspettative, caricando ancor di più di neorealismo la sua regia attenta alle caratterizzazioni dei protagonisti (tutti validi) e senza dimenticare di colpire basso quando serve (momenti di crudezza non mancano davvero).

Nel comparto extra del dvd, inoltre, vi sono un commento audio del regista, più le biografie dello stesso insieme a quelle di Benigno e Di Sanzo.

Mirko Lomuscio