I racconti di Tamara – intervista a Tamara Brazzi

 

Con Tamara ci incontrammo la prima volta ad un talent dove entrambe presenziammo in giuria. La osservavo, bella, misteriosa, un volto senza tempo e con quegli occhi neri che scrutano la vita. A volte impenetrabili come i miei.

A cena toccammo molti argomenti, uno di questi il cibo lei è vegana e di letteratura, mi consigliò un libro che non ho ancora comprato, la vita ci travolge e noi non riusciamo a mantenere le promesse con noi stessi, però ricordo il nome dello scrittore Jodorisky Alejandro. Lavorando entrambe per Mondospettacolo e vivendo in città diverse i nostri incontri si sono persi nel vento. Arrivò il giorno della presentazione del suo libro “I racconti di Tamara” al salone del libro di Torino. A quell’appuntamento non potei mancare non so il perché ma avevo il desiderio di intervistarla e di leggere il suo libro. Così avvenne il nostro primo incontro davanti alla stazione di Porta Nuova a Torino, i nostri sorrisi si incrociarono ed io porgendole un’orchidea bianca gli augurai…un grande successo. Da quel momento in poi i nostri destini si unirono e scrivere divenne il nostro comune denominatore. Ho letto il suo libro e tra le lacrime, la nostalgia, la speranza e il sogno come afferma lei, sono qui oggi ad intervistarla per farvela conoscere e amare come è successo a me.

Tamara qual’è il tuo primo ricordo legato ai libri?

Scrivo da sempre, quando ero piccola avevo un diario segreto. Tutte le sere raccontavo al mio diario le mie giornate, i miei desideri. Quindi direi da sempre.

Quando è nata la voglia di scrivere le tue storie?

Nel corso della mia vita ho fatto tesoro di tutte le confidenze delle mie amiche e dei miei amici: storie di amori disperati, donne desiderose di rapporti stabili, uomini fedifraghi e così è nata “La leggenda dell’amore”. Ho vinto un premio letterario per il mio primo libro e sono volata a New York ( città mia grande amica) simbolo della libertà per eccellenza e proprio durante il soggiorno a New York mi è venuta l’ispirazione per il racconto: “Il poster di New York”. Il terzo racconto è stato realizzato per le ore infinite che ho passato su fb. Ho osservato un mondo parallelo fatto di solitudine e aspettative. Da qui è nato:”Marika”.

Quando hai realizzato che i tuoi racconti potessero essere  pubblicati e letti dal grande pubblico?

Ho provato ad inviarli ad una casa editrice (la mia attuale) Soletti Editore… e dopo un mese mi hanno contattata dicendomi che avrebbero pubblicato il mio libro… grandissima soddisfazione. Ho osato com’è nel mio stile.

Mi puoi raccontare la giornata di Tamara?

Le mie giornate per fortuna sono infinite e varie. Al mattino mi sveglio presto ed inizio con la passeggiata del mio cane e caffè a volontà…Poi inizio a scrivere, mando email, cerco contatti, rispondo ai miei clienti, pratico sport e mi dedico a mio figlio. Insomma 24 ore non mi bastano.

L’amore quanta importanza ha avuto nella tua vita?

Per me l’amore è fondamentale, vita senza amore è come un quadro senza cornice.

Com’era Tamara bimba e com’è Tamara donna. Cosa hai perso e cosa hai custodito gelosamente?

Credo che ho custodito la Tamara bimba, la fanciullina che è in me è sempre più viva e presente! Ho mantenuto proprio per questo l’entusiasmo e l’ingenuità. Credo di non aver perso nulla anzi ho fatto esperienza di tutto.

So che sei vegana quando è avvenuta la scelta e da cosa è stata dettata?

Sono vegetariana da sempre, scelta etica amo la vita in tutte le sue forme, e con il tempo ho maturato la strada del veganesimo. Dove c’è un cuore c’è vita ed io non me la sento di togliere l’opportunità agli animali di vivere, di essere liberi. Non riesco ad immaginarli come portata per deliziarmi il palato, vorrei fare molto di più per loro.

Le tue priorità nella vita?

Mio figlio, la mia famiglia, il mio cane Jack ed i miei amici.

So che stai portando la valigia rossa in giro per l’Italia piena dei sogni che la gente ti racconta, i tuoi quali sono?

Ho tanti sogni: vivo nel sogno! Quello più imminente è quello di portare sullo schermo uno dei miei racconti, poi con la mia valigia di girare in tutta l’Europa e poi scrivere scrivere e di condividere i miei libri con tutti.

Ora mi piacerebbe sapere se oggi esiste un uomo come il signor Grande che si trova nelle pagine del tuo secondo capitolo?

Ahhh bella domanda… sono sicura che a breve esisterà il signor Grande… lo sento.

Come hai dato vita a Margherita, hai conosciuto nella tua vita una donna così… viva?

Si la mia bis nonna.. una donna unica, vitale gioiosa che sino all’età di 98 anni faceva progetti. Una donna che ha sempre viaggiato con la mente. Lei amava la vita con tutte le due sfumature. Il racconto l’ho dedicato a lei.

Con il terzo capitolo hai toccato un’argomento delicato i social, qual’è il messaggio che vuoi dare?

Non voglio demonizzare Facebook anche perché io ho conosciuto persone meravigliose. Bisogna però cercare di non abbandonare i rapporti umani. Nel racconto il maestro entra nel mondo della scuola e preso dalla vita reale, inizia così il suo cambiamento. La bimba rappresenta l’innocenza e la purezza.

Il maestro e la bambina da cosa sono uniti?

Sicuramente dall’entusiasmo che il maestro riscopre grazie a Marika ed alla gioia per la vita.

Prima di lasciarci puoi dire ai lettori di mondospettacolo quali saranno i tuoi progetti futuri?

Tanti, seguitemi e vi stupirò.

Corinna Ivaldi

Tamara Brazzi è nata a Torino ha scritto “ La leggenda dell’amore” ( Presentato a NewYork). Nel 2011 ha vinto il premio per la narrativa. Il suo secondo libro: “ IL poster di New York” e per ultimo “ I racconti di Tamara” editore Umberto Soletti.

Lo sponsor che ha dato vita al libro e ha creduto nella letteratura e in Tamara Brazzi è giusto citarlo è Caseitalia.it