Recensione: 50 Primavere, il delicato e divertente racconto di una crisi tutta al femminile

Crisi e rinascita di una donna di mezza età. È il cuore del racconto delicato e brillante che la regista Blandine Lenoir concentra nel suo 50 Primavere. Commedia francese e femminile fin nelle viscere, 50 Primavere racconta la vita di Aurore Tabort (Agnes Jaoui) in uno dei momenti più cruciali dell’esistenza di una donna: il tremendo e straordinario vento di cambiamento che arriva con i cinquant’anni. Aurore, madre di due figlie separata dal marito e cameriera in una tranquilla cittadina francese, si confronta all’improvviso (e impreparata) con la perdita del lavoro e con la notizia di star per diventare nonna. Le due circostanze danno inizio a un’inquietudine esistenziale che sembra poter essere superata quando Aurore incontra, per caso, Christophe Tochard (Thibault de Montalembert), intenso amore giovanile. Ma ogni crisi richiede fatica e tenacia per essere superata.

Aurore, plasmata magnificamente attraverso l’interpretazione di Agnes Jaoui, non è una donna in particolare, ma impersona la donna, ogni donna costretta ad affrontare i demoni che la società e la vita le mettono davanti. Raccontando con un tatto tutto femminile la menopausa, le vampate di calore, la paura di non sentirsi più desiderabile allo sguardo degli uomini, gli sbalzi d’umore e la sensazione di essere ormai inadatta a un lavoro in un locale che ha il sapore della modernità, Agnes Jaoui veste Aurore delle incertezze, dei dubbi e delle paure dell’essere donna a cinquant’anni, portando sullo schermo i tabù della femminilità adulta. E non dimentica di dare spazio a problemi e incertezze che le donne affrontano a tutte le età, raccontandolo più in sordina attraverso le figlie di Aurore, Lucie (Lou Roy-Lecollinet) e Marina (Sarah Suco).

E la cosa più riuscita del racconto di questa crisi e di queste paure è che non c’è nulla di pesante e cupo. L’autoironia e l’esuberanza di Aurore, il suo essere buffa con eleganza, così come la vivacità dei colori sgargianti dei propri vestiti e la briosità delle vicende e degli scambi umani, conferiscono a 50 Primavere un senso di leggerezza e divertimento inaspettato per il tema, colmando il vuoto creato dalla crisi esistenziale con la speranza che la via d’uscita c’è.

Valeria Gaetano