Recensione: Addio fottuti musi verdi, il film dei The Jackal

Cosa devono essere disposti a fare i trentenni di oggi pur di ottenere un lavoro “vero”?

Andare nientedimeno fin nello spazio.

È questa la traccia attorno alla quale si snoda il primo lungometraggio dei The Jackal, il collettivo napoletano che approda al cinema dopo il successo raggiunto a suon di web serie.

Il grande schermo, però, è altro mondo rispetto alla rete. E le risate senza pretese che nascono spontanee con Lost in Google o Gli effetti di Gomorra sulla gente sono solo un ricordo in Addio fottuti musi verdi.

Che il tema sia fresco e attuale non c’è dubbio. AFMV disegna in maniera simpatica e leggera lo spaccato dei giovani d’oggi.

C’è il pluri-qualificato grafico pubblicitario Ciro (Ciro Priello) che, assunto sulla Terra in un ristorante cinese, è costretto ad accettare di lavorare per gli alieni per dar sfogo alla sua creatività e avere un contratto. Matilda (Beatrice Arnera), che cerca la propria fortuna all’estero, e Fabio (Fabio Balsamo), che si accontenta di seguire le più sicure e redditizie orme paterne e ha come unico desiderio quello di partecipare all’anteprima del film preferito.

I sogni, le porte in faccia, le scelte obbligate, la ricerca di lavoro, le riflessioni sull’importanza di amore e amicizia scorrono sullo schermo. E alla fine vince l’idea che in fondo tornare a casa (in Italia) è meglio che restare nel mondo fuori. Storia e personaggi in realtà mancano di vera consistenza e il dipanarsi della trama ha, a tratti, il sapore del prevedibile.

A salvare i novantatré minuti dal rischio di noia ci provano gag e personaggi a sorpresa e un’ambientazione surreale che parte da una Napoli vista con una certa originalità e arriva fin nello spazio, con tanto di astronavi, effetti speciali e atmosfere stellari.

Niente di tutto questo, però, basta a far ingranare fino in fondo la comicità che ci si aspetta. Al massimo Addio fottuti musi verdi strappa qualche risata e si mostra come un film che prova ad essere una commedia fantascientifica ma non riesce a essere tale fino in fondo. Come un film che non sa far ridere e divertire di gusto come ci si aspetterebbe dai The Jackal. Come una storia comica che non riesce a svilupparsi.

Valeria Gaetano