Recensione: Alien: Covenant di Ridley Scott, sequel riuscito solo a metà

Alien: Covenant

Ridley Scott torna alla sua saga preferita con Alien: Covenant, ottavo film dello storico franchise fanta-horror. Il suo film non è però del tutto riuscito, non discostandosi dal B-movie.

Un nuovo mondo da colonizzare

Alien: Covenant inizia con un prologo in cui viene presentato Walter (Michael Fassbender), evoluzione dell’organismo sintetico David, protagonista dieci anni prima del precedente Prometheus. Passiamo quindi a bordo dell’astronave Covenant, in viaggio da anni verso il lontano pianeta Origae-6 per stabilirvi il primo insediamento umano. L’equipaggio e gli oltre 2.000 coloni presenti sulla nave sono profondamente addormentate grazie all’iper-sonno, mentre Walter gestisce tutto, fino a quando una tempesta solare distrugge le vele di raccolta di energia della Covenant, provocando diverse di vittime e rischiando di compromettere la missione. I membri risvegliati dell’equipaggio scoprono quindi, distante solo poche settimane di navigazione, un nuovo e sconosciuto pianeta che presenta caratteristiche di vivibilità decisamente migliori rispetto a Origae-6, per raggiungere il quale servirebbero invece altri 7 anni. La decisione appare quindi scontata e arrivati nell’orbita del nuovo mondo, coperto da una fitta coltre di nuvole, un lander con a bordo un gruppo di primi esploratori, tra cui anche Walter, scende in ricognizione a terra. Montagne, laghi, piogge, aria respirabile: tutto sembra apparentemente idoneo alla colonizzazione umana ma, dopo essere venuti a contatto con alcune strane spore, un paio di esploratori iniziano a stare male, con febbre, vomito, spasmi… e qualcosa di mostruoso che inizia rapidamente a crescere dentro di loro. Questo però è solo il principio di un incubo che li porterà ad un’incredibile scoperta e che li costringerà a lottare per la sopravvivenza contro orribili creature…

Alien 40 anni dopo

Sono passati quasi quarant’anni da quando un piccolo film intitolato Alien, costato appena 11 milioni di dollari, spaventò e affascinò le platee di tutto il mondo diventando un autentico cult movie e rendendo celebre il suo regista, Ridley Scott. Da allora sono arrivati tre sequel, due crossover con Predator e un prequel, Prometheus, di cui questo Alien: Covenant è il sequel. Giunti quindi all’ottavo film della serie le idee iniziano a scarseggiare e così il regista inglese, che fra sei mesi compirà 80 anni, cerca una nuova chiave portando il conflitto uomini-alieni a terra anziché sull’astronave e raccontando la genesi delle mostruose creature della saga. Quello che ne scaturisce è in realtà un film riuscito solo in parte. Da un lato abbiamo infatti la buona regia del visionario Scott, condita da una corposa dose di tensione e di azione, con molto splatter e con qualche trovata interessante (come le spore ed altre successive che omettiamo per non spoilerare il film). Il rovescio della medaglia vede però il solito canovaccio dell’equipaggio composto da idioti che fanno cose idiote, funzionale solo al farsi ammazzare uno dopo l’altro, e anche tutto il discorso filosofico alla base di ciò che avverrà sul pianeta lascia abbastanza perplessi, oltretutto con un doppio finale telefonatissimo.

Michael Fassbender e poco più

Quindi in realtà nulla più di una specie di “Alien sulla terra” (non c’entra Ciro Ippolito, anche se la scena della “pianta carnivora” che si vede anche nel trailer ricorda molto quella della pietra blu del nostrano Alien 2!), con tutto il già visto che ci si aspetta da un B-movie e non da un film mainstream il cui budget di 111 milioni di dollari è stato usato ottimamente per gli effetti digitali, ma che forse meritava qualche soldo in più destinato agli sceneggiatori, pur capitanati dal 3 volte nominato all’Oscar John Logan. Sostanzialmente Alien: Covenant è un film d’intrattenimento con deriva pseudo-filosofica, ed è una sorta di remake del film originale (molti spunti sono gli stessi del 1979), non raggiungendone però assolutamente le vette. Il serafico Michael Fassbender, che nel ruolo di Walter differisce rispetto al precedente David di Prometheus per la sua mancanza di emotività e di capacità di innamorarsi (quindi “meno umano e più maggiordomo”), offre sempre interpretazioni all’altezza, anche in versione asettico automa, ma quando il suo doppelgänger si mette a filosofeggiare diventa onestamente un po’ irritante. Ok gli altri interpreti, da Katherine Waterston a Billy Crudup, da Danny McBride a Demián Bichir, ma nessuno è indimenticabile.

Alien: Covenant arriva nelle sale italiane l’11 maggio, distribuito dalla 20th Century Fox, mentre negli Stati Uniti l’uscita è prevista per venerdì 19.

Voto: 6

 

Ivan Zingariello