Recensione: con L’inganno Sofia Coppola resta nella confort zone

Recensione L'inganno di Sofia Coppola

Sofia Coppola dirige L’inganno e torna così al cinema con il remake de La notte brava del soldato Jonathan: il risultato finale è un altro film in costume che lascia un senso di incompleto.

Un remake in costume

L’inganno ha luogo durante la Guerra di Secessione, nel Sud degli Stati Uniti d’America, in un collegio per ragazze di buona famiglia. Quelle che hanno potuto andarsene lo hanno fatto e le allieve rimaste sono solamente 5: Alicia (Elle Fanning), Jane (Angourie Rice), Amy (Oona Laurence), Marie (Addison Riecke) ed Emily (Emma Howard). A prendersi cura di loro c’à la direttrice Miss Martha Farnsworth (Nicole Kidman) e l’insegnate Edwinea Dabney (Kristen Dunst). Un giorno la piccola Amy, allontanatasi per raccogliere dei funghi, si imbatte in un soldato ferito (Colin Farrell) e lo porta con sé al collegio per dargli le dovute cure. La novità maschile che rappresenta l’affascinane ospite ovviamente non passa inosservata e le varie donne cominciano ben presto ad esserne incuriosite. Questa tensione – anche sessuale – altera gli equilibri fino ad un punto di non ritorno che condurrà Miss Martha e le sue allieve ad una terribile decisione.

Passerella di stelle

Ancor prima del titolo, L’inganno verrà ricordato per i nomi noti che caratterizzano il cast tecnico e artistico. Dalla regista premio Oscar Sofia Coppola alla protagonista indiscussa Nicole Kidman, passando ovviamente per le altre prestigiose interpreti. La Kidman, come sempre, riesce a catalizzare l’attenzione su di sé: impossibile non puntare gli occhi su di lei quando irrompe nella scena con il solito mix di forza ed eleganza. Bene anche Colin Farrell, provocatore al punto giusto, che perde di credibilità solamente nei suoi eccessi di ira. Elle Fanning, nonostante la giovane età, riesce a far emergere le caratteristiche principali del suo personaggio malizioso e sfacciato. Kristen Dunst resta un gradino più in basso, forse intrappolata nell’educazione e nelle convenzioni sociali di cui è succube la sua Edwina. Ammirevole il lavoro di Stacey Battat con i costumi, i quali irrompono sulla scena e si fanno notare al pari delle ambientazioni gotiche e misteriose che danno al film gran parte del suo fascino.

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Scintille in gran segreto tra Edwina e il caporale John McBurney

Paragone troppo scomodo?

La critica si è dimostrata subito molto favorevole a L’inganno, assegnando a Sofia Coppola il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2017 (qui la lista dei vincitori). La storia non è nuova, visto che la pellicola è il remake del film La notte brava del soldato Jonathan (diretto nel 1971 da Don Siegel con un protagonista del calibro di Clint Eastwood) e ancor prima l’adattamento cinematografico del romanzo A Painted Devil (1966) di Thomas P. Cullinan. Proprio qui, probabilmente, va ricercato il maggior problema. Nonostante L’inganno possa considerarsi un film ben fatto, il risultato finale non soddisfa al 100%. Se da una parte il cast svolge onestamente il proprio lavoro, dall’altra bisogna fare i conti con un’opera letterale che deve il suo pregio ad una serie di sensazioni e tensioni difficili da immortalare sulla pellicola. Hitchcock ha spiegato perfettamente il problema di trasporre un’opera letterale al cinema affermando che “in un romanzo ci sono molte parole e tutte hanno una funzione precisa. Per esprimere la stessa cosa in un modo cinematografico bisognerebbe, sostituendo le parole con il linguaggio della macchina da presa, girare un film di 6 o 10 ore altrimenti non sarebbe serio”. Nulla di più vero per la pellicola girata da Sofia Coppola: ci sarebbe voluto più tempo, più profondità, più sfumature. In assenza di tutto ciò, impossibile godersi a pieno la storia e comprendere fino in fondo i sentimenti che muovono i fili del dramma dall’inizio alla fine.

L’inganno uscirà nelle sale il 14 settembre 2017, prodotto da American Zoetrope e distribuito dalla Universal Pictures.

Voto 6.5

di Raffaella Mazzei