Recensione: Qualcosa di troppo, servono “gli attributi” per farsi valere?

Recensione Qualcosa di troppo

Audrey Dana è regista, sceneggiatrice (con Maud  Ameline) e protagonista di Qualcosa di troppo, una commedia che risponde ad un bizzarro quesito: cosa potrebbe accadere se una donna  avesse davvero “gli attributi”?

Una donna costretta a tirare fuori “gli attributi”

Qualcosa di troppo (il titolo originale è Si j’étais un homme) racconta le disavventure della mite Jeanne (Audrey Dana). La donna è stata appena lasciata dal padre dei suoi figli (Antoine Gouy) e si sente sempre in difetto con il mondo intero al punto da desiderare solamente una cosa: rinchiudersi nel suo appartamento o al massimo nel suo ufficio. Un giorno però accade qualcosa di veramente imprevedibile: le spunta “Dentone”, un autentico organo genitale maschile. Cosa fare? Il primo pensiero è quello di chiedere aiuto alla sua vicina di casa nonché amica fidata (Alice Belaïdi) e al suo ginecologo, il dottor Pace (brillantemente interpretato da Christian Clavier). Entrambi la aiuteranno a districarsi in un universo a lei completamente sconosciuto, che la costringerà a fare i conti con i suoi limiti e le farà vedere le cose da un punto di vista decisamente differente: quello degli uomini.

Lo stesso rispetto per uomo e donna?

Jeanne ha l’aria della donna fragile abituata a vivere la sua vita da spettatrice nonostante una lunga serie di successi dei quali non si rende nemmeno conto: è un’abile architetto e sta realizzando il progetto della sua scuola ideale, ha due figli affettuosi, piace agli uomini e ha tutte le carte in regole per brillare. Eppure non riesce proprio a tirare fuori il carattere. L’incredibile disavventura che si trova ad affrontare la costringerà a farlo. Dentone infatti comincerà ben presto ad avere le sue necessità e a governare la volontà della povera Jeanne, ma al tempo stesso le conferirà una sicurezza e un piglio che non aveva mai sperimentato prima. Il momento non potrebbe essere più opportuno: il progetto della sua scuola ecosostenibile è davvero importante, senza contare che Jeanne ha incontrato l’amore (Elmo Elmosnino) e lasciarselo scappare sarebbe davvero un errore imperdonabile…

Una commedia che gioca sulla guerra dei sessi

Il film ha finora generato molta curiosità pur ricevendo pareri contrastanti. Non che Audrey Dana non sia abituata all’alternanza di critiche pesanti ed elogi sperticati: le era successa la stessa cosa nel 2014 con il film corale 11 donne a Parigi. Questa nuova commedia parte da due dei luoghi comuni più radicati nelle società fin dalla preistoria: gli uomini sanno farsi rispettare più delle donne ma al contempo si fanno influenzare dai loro organi genitali più di quanto non pensino. Jeanne viene travolta da entrambi gli aspetti senza esserne preparata e dovrà “improvvisare”. Riuscirà a domare Dentone e a capire che in fondo non serve “lui” per farsi valere? La commedia ruota intorno ad Audrey Dana e al quartetto di personaggi che le sta accanto. Ciascuno esegue il proprio compito con la giusta dose di ironia e professionalità ma Cristian Clavier merita una menzione speciale. Il suo dottor Pace rappresenta l’anello di congiunzione tra Jeanne e il mondo che suo malgrado si trova ad affrontare. Lei lo chiamerà anche nel cuore della notte per chiedergli cosa fare e lui, tra una battuta e una nozione di biologia, saprà insegnarle a nuotare in quell’oceano sconosciuto senza far mai dimenticare allo spettatore che si tratta di una commedia e che ridere è sempre l’atteggiamento giusto per affrontare le cose.

Qualcosa di troppo (qui la pagina ufficiale Facebook per l’Italia) debutta nelle sale italiane l’11 maggio 2017 distribuito da Adler Entertainment.

Voto: 8.5

 

Raffaella Mazzei