Recensione: The War – Il pianeta delle scimmie, spiazzante finale di saga

The War - Il pianeta delle scimmie

Esce in tutto il mondo The War – Il pianeta delle scimmie, terzo e conclusivo capitolo della trilogia. Un film spiazzante, in cui prevale l’introspezione psicologica piuttosto che le battaglie, con un Andy Serkis monumentale.

In The War – Il pianeta delle scimmie ritroviamo Cesare (Andy Serkis) che dopo aver ucciso il malvagio Koba si è rifugiato nei boschi a capo di un nutrito gruppo di scimmie, afflitto da divisioni interne, che vorrebbe solo vivere pacificamente. I militari non la pensano così, convinti che liberandosi dello scimpanzé parlante potranno avere la meglio sugli altri primati. Quando il Colonnello (Woody Harrelson) e i suoi uomini irrompono nel nascondiglio delle scimmie non trovano Cesare, ma in compenso gli uccidono moglie e figlio, provocando nel fino ad allora pacifico animale evoluto una inaspettata sete di vendetta. Così a capo di uno sparuto gruppetto di fedeli amici, Cesare si mette in marcia verso l’avamposto del feroce Colonnello, il quale nel frattempo ha schiavizzato altre scimmie per costruire un grande muro che lo metta al riparo dai nemici…

Un film spiazzante

Questo terzo capitolo conclude la trilogia iniziata nel 2011 con L’alba del pianeta delle scimmie e proseguita nel 2014 con Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie. Diretto dal talentuoso Matt Reeves, al timone anche del secondo capitolo oltre che di Cloverfield e Blood Story, The War è un film spiazzante e sicuramente diverso da ciò che ci si poteva aspettare inizialmente. Sì perché l’ipotetica guerra citata nel titolo ha un ruolo marginale nella storia e si riduce solo alla parte finale, e coinvolgendo solo un numero esiguo di uomini/scimmie, mentre il resto della pellicola è una sorta di western crepuscolare dai ritmi lenti e compassati, con molta introspezione psicologica, qualche sorriso qua e là dovuto ai comprimari, e incentrato totalmente su Cesare e la sua voglia di vendicare i suoi cari massacrati dal Colonnello, nel racconto di un conflitto molto più interiore che esteriore.

Il conflitto interiore di Cesare

Il fulcro della storia è infatti il cambiamento psicologico di Cesare, passato dall’essere il docile scimpanzé del primo film con il motto “scimmia non uccide scimmia” (abbandonato poi nel finale del capitolo precedente) al combattuto leader in cerca di vendetta, sentimento che vorrebbe contrastare ma dal quale è sopraffatto. Tutto ruota intorno a lui e ai suoi sentimenti, al suo essere forzatamente capo e guida morale, alla sua sempre più similarità con gli umani, nel bene e nel male. Nei “panni” digitalizzati di Cesare c’è ancora una volta un grande Andy Serkis, il cui volto mostra in ogni inquadratura tutta la sofferenza e l’umanità di un Cesare da tragedia shakespeariana, con quell’espressione sempre un po’ imbronciata e malinconica di qualcuno che si trova ad affrontare situazioni più grandi di lui e che vorrebbe, invece, solo un po’ di pace e tranquillità. Il Cesare di Serkis, stavolta più che mai da nomination, parla poco con la bocca ma molto con tutto il resto della sua straordinaria mimica, mai così minimalista eppure efficace. Una sorta di Mosè, suo malgrado, pronto ad affrontare ogni pericolo per salvare il suo popolo.

Il Colonnello e il suo lager

Notevole anche il cattivissimo Colonnello del sempre all’altezza Woody Harrelson, al comando di un vero e proprio campo di lavoro, in ragione di un suo progetto utopico e scellerato. Anche lui non certo privo di contraddizioni e demoni personali, mosso a sua volta da un bisogno di vendetta. Le scimmie imprigionate nel suo campo, lasciate a lavorare forzatamente senza neanche un pasto, oltre che uccise anche senza motivo, ricordano molto gli orrori dei lager nazisti. Pochi i personaggi positivi del film, con gli uomini irrimediabilmente dipinti come “cattivi”, indipendentemente dagli schieramenti. Clamorosi gli effetti di motion capture che mostrano delle scimmie perfettamente credibili, così come più in generale tutti gli effetti visivi, anche se chi andrà in sala spinto dal roboante trailer non troverà, come detto, due ore di battaglie, ma tutt’altro genere di film che probabilmente lascerà un po’ perplessi gli spettatori da blockbuster (che invece hanno sicuramente apprezzato il secondo film della saga). Una chiusura forse atipica per questa interessante trilogia scimmiesca, in attesa di capire come (e se) sarà sviluppato il franchise in futuro.

The War – Il pianeta delle scimmie (questa la pagina Facebook ufficiale del film) di Matt Reeves uscirà il 13 luglio 2017, distribuito dalla 20th Century Fox.

Voto 7

di Ivan Zingariello