Riccardo Ferrero si racconta!

E’ in arrivo il temporale, io seduta alla mia scrivania ripenso alla domenica appena trascorsa e all’incontro con Riccardo Ferrero.

Torino. Solo il rumore di una moto che sfreccia lungo il viale deserto. Io assorta mentre affetto un melone succoso e fresco, ascolto la voce di Riccardo che mi arriva da dietro la parete calda, calma, ferma. Riempie la stanza. Ogni tanto mi affaccio con un piatto appena preparato e i nostri occhi si incrociano e si scrutano. Apro il freezer…il prosecco è freddo, tutti con il bicchiere alzato aspettano me. Sedendomi penso che l’amicizia nasca dalle piccole cose.

Motor Village Mirafiori. Travolti dal rumore delle macchine sotto un tendone bianco sorseggiamo la nostra spremuta di melograno, mentre ci spiega i benefici del frutto degli Dei viene interrotto spesso dalle persone che riconoscendolo mi porgono il loro telefono per farsi immortalare con lui. Scattando la foto noto…sembra un signorotto anni 30 con quelle bretelle così ricercate appoggiate sulle spalle, se non fosse per la giacca giallo canarino… ecco a chi assomiglia “ Titti”! Seduti davanti ad una tazza di caffè, improvvisamente mi guarda e mi domanda: “ quando mi intervisti”. Rispondo “subito”! Emozionata comincio a prendere appunti i minuti diventano ore e davanti a me compare Omero… e così iniziamo il viaggio nell’Odissea. e come lui mi ha spiegato il significato di questa parola ha un risvolto più umano, ( conversare=con- versare)cioè dimorare, versare le emozioni e le storie nell’altro. E’ un uomo che tramanda che dona ciò che conosce, come i cantastorie che custodivano la letteratura orale e la cultura folklorica, insomma un artista di strada. Ho cercato di descriverlo a voi come l’ho vissuto io ed ora Riccardo Ferrero regista cinematografico si racconterà a voi lettori di Mondospettacolo.

Mi piace iniziare le interviste parlando dell’infanzia, noi siamo quelli di allora solo con qualche esperienza in più. Riccardo cosa ricordi del bambino di allora?

Non so se siamo esattamente quelli che eravamo, in cicli di sette anni tutte le nostre cellule cambiano, forse immagazzinando le nuove esperienze, comunque gli altri mi hanno fatto sapere che ero un bambino vivace.Io ricordo che ero contento, all’inizio un po’  timido e taciturno poi sempre più estroverso, amo l’idea di essere ancora un po’ quel bambino

Quando hai iniziato a guardare il mondo da dietro la cinepresa?

Ho iniziato ad occuparmi di cinema fin da giovinetto, l’estate andavo a fare il “ manovaletto” per pagarmi il campeggio, a quei tempi non ci si poteva avvicinare alla M.D.P. A venti anni mia madre ( facendo qualche sacrificio) mi regalò una videocamera semi-professionale una Hitachi 300 e da quel momento iniziai a filmare tutto

I tuoi primi lavori?

Detto di quando ero giovanissimo, aiutavo un architetto, quello di Pasquale Squitieri nel film Detto di quando ero giovanissimo, aiutavo un architetto, quello di Pasquale Squitieri nel film CORLEONE con Giuliano Gemma & Claudia Cardinale, poi il primo lavoro dopo il servizio militare fu, HAPPY END con Monica Guerritore e Victor Cavallo, peccato che non ricordo il nome del regista, comunque era un noto sceneggiatore, all’epoca ero un giovane macchinista (battevo il ciak) come regista il primo lavoro che feci un cortometraggio prodotto dal ministero della cultura francese il titolo FIDUCIA con Stefan Elbaun & Cinzia Roccaforte e la voce off di mia madre Annita Farinacci

Le prime emozioni, i primi odori, cosa ricordi?

Non so se a livello temporale siano i primi ricordi ma leggendo la domanda, mi è venuta in mente questa cosa…già avevo compiuto i dodici anni, ed una mattina d’estate leggendo un fumetto “Superhorror” eiaculai per la prima volta, quel giorno ed i seguenti non facevo altro che toccarmi, a proposito di sapori… assaggiai anche il liquido che fuoriusciva dal mio sesso, lo ricordo ancora …salato

Quando realizzi un film ti occupi personalmente della sceneggiatura?

Finora è accaduto che ho scritto le sceneggiature sia a quattro mani che da solo, come nel mio ultimo lungometraggio M.M.A. Love never dies

Nei tuoi film prevalgono i dialoghi o le immagini?

Sicuramente le immagini ma i dialoghi sono l’asse portante di una drammaturgia, amo anche i spazi di nero nel montaggio ma anche gli effetti.

Le idee per un nuovo film da dove arrivano?

Credo che giungano dall’universo e credo che noi siamo costantemente connessi, abbiamo come delle antennine che ci permettono di ricevere le idee ed i bisogni degli altri e nello stesso modo anche noi inviamo dei segnali, delle frequenze che gli altri e l’universo intero riescono a percepire

Pensi che in questa società l’immagine abbia cancellato il cinema?

L’immagine come dicevo prima è parte del linguaggio cinematografico, ma quasi inutile senza contenuti, il cinema è qualcosa che è nato più di cento anni fa, ancora esiste e piace, chiaramente anche il cinema ed il suo linguaggio sta cambiando, forse come noi si sta evolvendo.

Qual’è secondo te il paese oggi più all’avanguardia per il cinema?

Nel cinema inteso come industria, sicuramente i più bravi sono quelli che lavorano negli Stati Uniti, li ci sono mezzi e addetti in abbondanza

Quanto è difficile trovare chi distribuisce film?

La distribuzione si occupa di divulgare o meglio commercializzare il prodotto, trovarla o meno è semplicemente legato a quanto il film sia appetibile e quanto consenso possa riscontrare nel pubblico delle sale. comunque è difficile per chi non può permettersi grossi investimenti (cinema indipendente) in copie e pubblicità sul territorio, amo ricordare che l’italia copre solo l’1,2% del mercato mondiale

Che differenza c’è tra fare cinema in Italia e nel resto del mondo?

Le differenze sono nei contenuti, nelle culture e soprattutto nei mezzi che si hanno a disposizione, comunque sono attratto dalla Cina

Quanto ha influito l’amore nella tua vita?

Tanto forse troppo, dall’amore di mia madre a volte anche oppressivo, al primo bacio dato/ricevuto con la prima fidanzatina, l’amore paterno, mio padre Guglielmo non mi picchiò mai, l’amore fraterno, Vittorio, Virgilio e Massimo mi hanno sempre supportato, ognuno di loro in un modo differente, alle convivenze durate alcuni anni, alle storie condivise pochi giorni, all’amicizia tra individui, al tempo vissuto con Deborah, la donna che mi ha reso padre, madre delle mie due figlie, quando la conobbi mi bastò sentirgli dire “odio i soprusi” per farmi innamorare e poi l’amore che do e ricevo dalle mie due bambine è quello che mi fa vibrare di più, Gioia ha tredici anni ed è una giovane donna e Maya solo sette, anche loro mi portano insegnamenti e continue emozioni, mi danno l’energia necessaria per continuare il mio percorso terreno, quando Maya aveva meno di un anno di vita, ebbi un infarto acuto al miocardio, il solo pensiero di abbandonarla cosi piccola e di non poter più vedere Gioia mi salvò.

Essere padre oggi è difficile?

Padre è difficilissimo e genitori ancora di più, credo che prima ai tempi dei miei, fosse sempre difficile ma più semplice di oggi, che nella coppia non sono  più ben distinti i  ruoli tra padre e madre, l’educazione dei propri figli ne risente, oggi che la televisione spesso in casa è accesa e divulga ogni giorno nuovi bisogni e nuove paure.

Mi vuoi raccontare del periodo in cui hai deciso di far parte dell’organizzazione più discussa nel mondo, Scientology?

Fui uno scientologo praticante per poco più di quattro anni, dai ventuno fino a quasi ventisei anni, avevo deciso di salvare il mondo o forse ero solo io ad aver bisogno di essere salvato, arrivai ad essere un auditor specializzato e sicuramente nell’accademia dove fui formato ho appreso molti insegnamenti utili per me ed il prossimo. Ancora oggi diciamo che Scientology e Dianetics mi aiutarono a far cadere alcuni muri

Il cinema che hai amato di più?

La commedia all’italiana di Steno, Comencini, Monicelli, il neorealismo di Germi e Petri, la follia di Fellini e Ferreri e i film Western con John Wayne che mi godevo alla televisione in bianco e nero con mio padre

Cosa ti piace leggere e che musica ascolti?

Mi piace leggere saggistica ma il mio scrittore preferito fu Carlos Castaneda, se la mattina al bagno non ho nulla da leggere mi attacco anche alle etichette dei detersivi, la musica che più mi ha emozionato fu la classica per le vibrazioni e gli stati d’animo che riusciva a trasmettermi, ascoltavo anche i cantautori, ora ascolto musica solo in automobile

Oggi hai una storia da raccontare?

Ho due storie da raccontare a cui tengo molto, Living West – LND e  Living War- LND (questi sono i titoli provvisori) un western ed un film ambientato durante la seconda guerra mondiale…due storie d’amicizia ambientate in epoche differenti, comune è il tema L’AMICIZIA  ed il sottotitolo LOVE NEVER DIES (l’amore non muore mai)

Ti piacerebbe realizzare una serie televisiva?

Credo di si, mi piacerebbe condividere con i miei compagni di viaggio un’esperienza cosi lunga e sicuramente si avrebbe modo di approfondire il tema

Che consiglio daresti ad un giovane che vuole iniziare la strada da regista?

Se dovessi proprio dare un consiglio, gli direi di armarsi di pazientare e di seguire le proprie passioni

I tuoi progetti futuri?

Continuare ad amare la vita e tutto ciò che la forma

Corinna Ivaldi