Sherlock Gnomes, Gnomeo e Giulietta in una nuova avventura con il più famoso degli investigatori

Ancora una volta il mondo dell’animazione punta alla parodia del classico letterario per divertire piccoli e grandi. Il risultato, però, non è certo strabiliante, anche se in Sherlock Gnomes al centro della scena tornano gli gnomi di ceramica che, alla loro prima apparizione nel 2011 in Gnomeo & Giulietta, avevano sbancato al botteghino. Giunti nel loro nuovo giardino di Londra e pronti a vivere una vita rosea e felice, Gnomeo, Giulietta e Co. fanno presto i conti con una paurosa minaccia: la sparizione inspiegabile dei nani da giardino. Un grande mistero, per essere risolto, richiede la mente di un grande investigatore. Così, per aiutare coppia e amici, è chiamato in causa nientemeno che Sherlock Gnomes. Con accanto il fidato dottor Watson, la versione animata e in miniatura del famoso detective creato da Sir Arthur Conan Doyle si lancia in un’ultima sfida con l’acerrimo nemico Moriarty e trascina gli gnomi in un’avventura spericolata.

Se il primo obiettivo è il divertimento, è chiaro che lo Sherlock Gnomes di John Stevenson punta anche ad avvicinare il pubblico dei piccoli ad un’altra figura iconica dell’immaginario collettivo, come il capostipite aveva provveduto ad introdurre i personaggi shakespeariani. Punta, ma non ci riesce fino in fondo, perché lo gnomo detective è molto meno brillante, geniale e irresistibile del suo alter ego umano. E, per questo, le sue indagini coinvolgono e affascinano poco. Anzi, alla lunga, nel corso degli ottantasei minuti di visione finiscono per annoiare un po’. Non è l’intreccio, dunque, il punto di forza del sequel, né le battute, a volte poco riuscite. Lo sono, invece, certi sketch divertenti e la scelta, come già nel primo capitolo, di vestire i personaggi di un linguaggio regionale che strappa sicuramente qualche risata.

Certo, non basta questo a fare di Sherlock Gnomes un film da ricordare. Piuttosto, il prodotto di Stevenson appare come una storia leggera, non troppo originale ed adatta, con i suoi colori brillanti, ad intrattenere i più piccoli per il tempo di quasi un’ora mezza.

Valeria Gaetano