10 giorni con Babbo Natale: e Diego Abatantuono divenne Santa Claus

Disponibile in esclusiva su Prime Video a partire dal 4 Dicembre 2020, 10 giorni con Babbo Natale è il sequel del 10 giorni senza mamma che, diretto nel 2019 dall’Alessandro Genovesi autore di Soap opera e Ma che bella sorpresa, altro non era che il rifacimento tricolore della commedia argentina Mamá se fue de viajie, realizzata due anni prima da Ariel Winograd.

L’Alessandro Genovesi che torna anche in questo caso al timone di regia per riportare in scena il Fabio De Luigi che, un po’ come il Michael Keaton di Mister mamma, avevamo visto impegnato ad accudire i tre figli e a svolgere le faccende domestiche in assenza della moglie Valentina Lodovini, partita per dieci giorni di vacanza.

La Valentina Lodovini che in 10 giorni con Babbo Natale si trova a dover andare ad affrontare il 24 Dicembre a Stoccolma un colloquio di lavoro per una promozione professionale che, a quanto pare, la porterebbe a doversi trasferire in Svezia.

Un evento inaspettato che rischia di minacciare seriamente l’unione familiare e che, di conseguenza, spinge il marito a recuperare il loro vecchio camper per andare a trascorrere un Natale nel Nord Europa insieme a lei e ai loro rampolli: la piccola Bianca Usai, l’adolescente Angelica Elli e Matteo Castellucci, che ha superato i dieci anni di età.  

Un espediente volto a trasformare narrativamente l’ora e quaranta di visione in un’avventura on the road che, però, mentre Felicità di Al Bano e Romina fa da colonna sonora tende a svolgersi quasi del tutto in interni, come già vi si svolse il primo film.

Interni in questo caso in movimento e in cui finisce per essere tirato presto in ballo un inedito Diego Abatantuono che afferma di continuo di essere Babbo Natale in persona, sebbene non sembri altro che un anziano un po’ suonato in tradizionale tuta rossa da dona-regali.

Un Diego Abatantuono che riesce fortunatamente, come di consueto, a strappare almeno qualche sorriso nel corso della noiosa continuazione dell’ancor più noioso capitolo precedente, inspiegabilmente trionfatore al botteghino.

Perché non solo il ritmo generale appare ancora una volta fiacco e non poco televisivo, ma, a cominciare da un imprevisto con un albanese che viene chiuso in fretta senza sfruttarne a dovere il potenziale comico, risulta decisamente facile intuire la povertà di idee e di situazioni realmente divertenti su cui si costruisce la sceneggiatura, a firma di Genovesi stesso affiancato dal Giovanni Bognetti regista de I babysitter.

Mentre, come c’era da aspettarsi, sono i rapporti coniugali e quelli tra genitori e prole a fare da sfondo a 10 giorni con Babbo Natale; che, oltre a sfociare addirittura nella demenziale e del tutto fuori luogo sequenza dei cavi da batteria del camper, approda ad un prevedibilissimo epilogo fantasy infarcito di immancabili buoni sentimenti… comunque indispensabili, trattandosi di un prodotto indirizzato alle famiglie dall’albero addobbato.

 

 

Francesco Lomuscio