10 HP: la bellezza del Rock italiano

La bellezza del grande pop rock italiano che ci riporta inevitabilmente in quegli anni ’90 / 2000 in cui era ancora forte un certo culto per la provincia e per i confini della controcultura. E band come i 10 HP sono bandiere di quel certo modo di fare main stream in cui c’è un humus di sensibilità ed energia nuova che non va mai sottovalutato. Purtroppo siamo sempre molto ancorati alle mode e alle bandiere… se potessimo guardare anche oltre, soprattutto oltre, sarebbe una bella rivoluzione. “Mantide”, il loro nuovo disco… sa di dolce e morbida rivoluzione.

Noi parliamo di bellezza ma non solo quella superficiale, estetica da vedere… parliamo anche della bellezza che sta oltre le righe. Per voi cosa significa la bellezza?
La bellezza è per noi il fascino di un arrangiamento musicale, una poesia, un film che appassiona, un paesaggio. Troppe cose in natura e alcuni prodotti dell’ingegno umano possono essere definiti belli.

Che poi, nel video di lancio, la bellezza è una colonna portante. Ecco che torna anche un concetto di estetica. Per voi doveva esserci una modella… perché?
Abbiamo pensato che a testimoniare il fascino della seduzione ingannevole tipico della mantide non poteva che esserci una bella donna.

Nel tutto, nell’equilibrio di una scrittura, di una produzione… quanto conta la resa estetica per dirsi completato un brano? Quanto pesa ha il gusto e quanto il messaggio?
Conta tantissimo, anche se molto soggettiva.Per noi sia il gusto che il messaggio veicolato hanno un peso enorme, ma oggi definire un prodotto artistico “di gusto” è diventato molto relativo. Quanta musica di successo oggi è scritta con gusto? Troppo difficile rispondere perché quello che non è affine al nostro gusto oggi lo stigmatizziamo immediatamente, ma risulta appetibile al gusto di molti altri.

10 HP che inevitabilmente rimanda a Battisti… ecco, un artista che l’estetica la metteva in discussione sempre. Secondo voi quanto è importante rivoluzionare le cose?
Molto importante se la vocazione artistica di chi compone ne sente l’irrefrenabile impulso.Molto spesso però si rischia di finire per geni incompresi ed essere apprezzati solo dopo la morte.

Non pensate che oggi l’estetica sia predominante su tutto? Della copertina mi si esalta il colore dell’insetto e non il significato della mantide… come vi relazionate a questo? Cosa ne pensate?
Oggi sembra quasi che conti solo l’estetica, motivo per cui a volte ci sentiamo tanto nostalgici degli anni ‘90.Forse siamo un po’ troppo vecchi.

Eppure, ripescando il tema della trasgressione, in questo vostro nuovo disco più volte avete lasciato la strada classica. Forse avrei preferito un coraggio maggiore ma l’avete fatto. Perché non continuare in questo senso? Perché rientrare sempre dentro i binari del classico?
Non crediamo di essere troppo trasgressivi nè troppo modaioli, abbiamo il nostro sound che viene fuori dagli ascolti diversi e dalle esperienze musicali di 3 persone legate indossolubilmente al rock/pop.Ogni canzone racconta una storia diversa e anche i temi trattati nei testi non sono poi così classici, considerando che in tutto l’album non viene mai nominata la parola “amore”.