
2 cuori e 2 capanne parte dall’accidentale incontro tra Alessandra e Valerio, ovvero Claudia Pandolfi ed Edoardo Leo: lei quarantenne femminista convinta che ha appena scoperto di non essere riuscita a rimanere incinta ricorrendo all’inseminazione artificiale, lui sportivo ma rigido e attento alle convenzioni, nonché con qualche serio problema relativo ai suoi spermatozoi.
Lei è stata rinnegata dal padre, lui ha un patrigno dal volto di Giorgio Colangeli piuttosto conservatore e tradizionalista; ma, soprattutto, iniziata una passionale relazione non appena si sono conosciuti, non immaginano di lavorare nella stessa scuola.

In quanto Alessandra è un insegnante che porta avanti un ottimo rapporto con gli alunni mettendo in dubbio ciò che dicevano Benedetto Pace e Dante Alighieri nell’esporre invece la visione di Dario Fo, mentre Valerio è il nuovo preside dell’istituto, decisamente inflessibile con i ragazzi. Ma nel corso della quasi ora e cinquanta di visione abbiamo anche chi a Dario Fo non avrebbe dato il premio Nobel e chi è contrario al Gay pride; man mano che quello che prende forma è l’incontro-scontro in fotogrammi tra la “libera e indipendente” mentalità spesso definita “nazi-femminista” e quella più conforme alle regole cui vengono attribuite in buona parte dei casi (e diciamolo, abusivamente) radici patriarcali e fascismi assortiti. Che altro aggiungere?

Che in 2 cuori e 2 capanne lei ha due vicini di casa spacciatori di droga rappresentati, però, come due simpatici ragazzi? Che nei panni di se stessi abbiamo anche Daniele Silvestri, Carolina Crescentini e Valerio Lundini che intervengono durante un’occupazione scolastica? Che vi è anche il tempo di far parlare gli studenti di pornografia e di sfiorare la tematica del revenge porn per ricordare che viviamo nell’epoca in cui il famoso “vietato ai minori di 18 anni” che impediva di accedere prima di una certa età a determinato materiale proibito è più che superato? Tra manifestazioni assortite e una gravidanza in agguato, segnaliamo almeno la presenza di Gian Marco Tognazzi e Marco Quaglia.

Nel cast di quella che non sembra altro che una fiction già pronta per finire in breve tempo sullo schermo una volta concluso il passaggio nelle sale cinematografiche, considerata l’infinità di luoghi comuni e di prese di posizione accattiva-finanziamenti statali su cui si costruisce la sceneggiatura a firma del regista stesso Massimiliano Bruno insieme ad Andrea Bassi, Damiano Bruè e Lisa Riccardi. Sì, Massimiliano Bruno, il Nando Martellone della serie televisiva Boris e che, dietro alla macchina da presa, ha saputo il più delle volte regalare divertimento (anche con qualche spruzzata di sentimento) tramite lavori quali Nessuno mi può giudicare e Non ci resta che il crimine, ma che in 2 cuori e 2 capanne non riesce a strappare risate inanellando tutte le banalità tipiche di buona parte della produzione cinematografica italiana del XXI secolo… compresi l’epilogo assolutamente privo di sorprese e la ricerca della lacrima facile.

Lascia un commento