Uno degli elementi più incisivi di “28 – (TWENTYEIGHT)” è la riflessione sul materialismo contemporaneo, presentato come risposta parziale e temporanea a un disagio più profondo. Un tema che attraversa il brano senza giudizio, ma con uno sguardo critico e consapevole.

Un caro saluto a te, 28 Rick. Cosa speri che l’ascoltatore si chieda dopo aver ascoltato  “28 – TWENTYEIGHT”?

“Perché già non lo conoscevo?”, oppure “Che cos’è 28?” Sono le cose che credo si possa chiedere chi ascolta.

Quanto è importante, per te, lasciare spazio all’interpretazione personale?

Importantissimo, in molte canzoni utilizziamo frasi che lasciano spazio al pensiero dell’ascoltatore in modo tale da coinvolgerlo di più nell’ascolto, permettendogli di immedesimarsi meglio in ciò che ascolta

Pensi che questa traccia rappresenti un momento di maggiore consapevolezza artistica?

Si, non l’avrei mai pubblicato altrimenti, ha un grande significato per me, è realmente l’inizio di una consapevolezza artistica riconoscibile. A partire dal mio team e come sviluppiamo le nostre idee.

In che direzione pensi possa evolvere il progetto “28”, partendo da questo singolo?

Cominceremo a pubblicare più spesso release su Spotify, invaderemo i social con contenuti originali che ci rappresentano,  il nostro progetto può solo evolversi d’ora in poi.

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