3 Agosto 2020 : i settant’anni di John Landis. Dagli inizi all’incidente sul set di Ai confini della realtà

L’8 Giugno 1983 esce nelle sale americane un film che diviene un classico natalizio e che entra a far parte delle irrinunciabili tradizioni italiane.

Una poltrona per due, trasmesso per la prima volta in Italia nel giorno di Natale del 1989, a partire dal 1997 viene proposto regolarmente su Italia 1 la sera della Vigilia, rendendolo di fatto un classico della programmazione festiva e continuando, a distanza di decenni, a far registrare ottimi riscontri d’ascolto.

Un rituale limitato alla nostra nazione, dove il regista John Landis, settant’anni il 3 Agosto 2020, è sempre stato molto amato. Basti pensare al successo incredibile registrato nel nostro paese da The Blues Brothers, che in USA all’epoca dell’uscita fu un mezzo flop.

Landis nasce a Chicago il 3 agosto 1950 e si trasferisce con la famiglia a Los Angeles, in California, dove trascorre l’ infanzia.

Alll’età di otto anni vede il film Il settimo viaggio di Sinbad di Nathan H. Juran, che lo ispira a diventare un regista: “… Ero su quella spiaggia che correvo da quel drago, combattendo quel Ciclope. Mi ha davvero stupito e conquistato completamente. E così, quando sono tornato a casa, ho chiesto a mia madre: ‘Chi lo fa? Chi realizza il film?'”

Animato da una notevole forza di carattere e da una grande voglia di lavorare, lascia gli studi all’età di sedici anni (era compagno di scuola dell’attrice Eliza Roberts) e inizia a lavorare come fattorino e portalettere alla 20th Century Fox.

Decide poi di partire per l’Europa, dove resterà tre anni, e si ritrova a fare lo stuntman in pellicole di Sergio Leone come Il buono, il brutto, il cattivo con Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee van Cleef, Aldo Giuffré e Luigi Pistilli e C’era una volta il West con Henry Fonda, ma lo si vedrà anche in I seicento di Balaklava con Vanessa Redgrave.

Il mestiere di stuntman lo conosce così bene che quando passerà lui alla regia si offrirà di fare uno stunt in Un lupo mannaro americano a Londra, del 1981). Il mestiere dell’attore lo diverte molto, ma sa benissimo che non è portato per quella professione. Sono innumerevoli le partecipazioni di Landis a pellicole di vario genere. Tanto per citarne qualcuna, sarà possibile vedere il regista in: Anno 2670 – Ultimo atto con John Huston; Anno 2000: La corsa della morte con Sylvester Stallone; 1941 – Allarme a Hollywood di Steven Spielberg, con John Belushi, Christopher Lee e Toshiro Mifune; il film tv Psycho IV con Anthony Perkins; Mad city – Assalto alla notizia con John Travolta e Dustin Hoffman; Diamonds, con Kirk Douglas, e in piccoli camei per gli amici Paul Bartel, Frank Oz e Mick Garris.

Ma stare dietro la cinepresa, per Landis, è sicuramente un sogno da seguire. Per questo, quando se ne presenta l’occasione accetta nel 1970 il lavoro di assistente regista per il film della MGM girato in Yugoslavia I guerrieri di Brian G. Hutton, con Eastwood, Telly Savalas, Donald Sutherland, Gavin MacLeod e Harry Dean Stanton, sostituendo un aiuto regista che aveva avuto un esaurimento nervoso prima delle riprese. Durante la lavorazione del film lega soprattutto con Sutherland e con Don Rickles, che lo aiuteranno a lavorare anche in altre pellicole e a viaggiare così per l’Europa, dall’Italia al Regno Unito, passando per la Francia, non limitandosi a fare l’aiuto regista e lo stuntman, ma anche il coach actor, l’assistente di produzione e lo sceneggiatore.

Poco più che ventenne Landis decise che è tempo di fare un lungometraggio, e, raccolti i fondi necessari per il suo debutto alla regia grazie all’aiuto di familiari e amici, gira il film Slok, nel quale recita nel ruolo uomo scimmia terrorizzando un sobborgo della California meridionale. È la prima di una lunga serie di collaborazioni con il maestro del trucco Rick Baker, che vincerà poi il premio Oscar come miglior trucco per Un lupo mannaro americano a Londra. La pellicola è un omaggio ai monster movie – quelli con i lucertoloni di Ray Harryhausen – che da bambino lo ispirarono a fare il regista.

Sebbene completato nel 1971, Slok non viene rilasciato fino al 1973, solo dopo aver attirato l’attenzione di Johnny Carson. Carson, fan del film, invita Landis al The Tonight Show e mostra delle clip per contribuire a promuoverlo. Da questo momento Slok guadagna il titolo di cult, anche se Landis lo descriverà sempre come film “terribile”.

Il regista è quindi assunto per dirigere nel 1977 Ridere per ridere e, l’anno successivo, Animal House. Girato in soli ventotto giorni e reduce da recensioni contrastanti e negative, è un enorme successo finanziario, guadagnando oltre centoventi milioni di dollari al botteghino e diventando il film commedia più redditizio del suo tempo. Il suo successo dà inizio al genere cinematografico “demenziale”, che diverrà uno dei punti di forza di Hollywood. La pellicola vede anche il debutto sullo schermo di John Belushi, Karen Allen e Kevin Bacon. Con John Belushi nasce una profonda e sincera amicizia da cui si genera nel 1980 The Blues Brothers.

La commedia, interpretata da John Belushi e Dan Aykroyd, presenta numeri musicali di R&B e leggende soul come James Brown, Cab Calloway, Aretha Franklin, Ray Charles e John Lee Hooker. All’epoca della sua uscita è uno dei film più costosi mai realizzati. Spielberg fa la sua comparsa in The Blues Brothers (come impiegato alla scrivania) e Landis un cameo nel suo film 1941- Allarme a Hollywood (come messaggero).

Nel 1981, Landis scrive e dirige la già citata commedia horror Un lupo mannaro americano a Londra. Forse il suo progetto più personale, che aveva programmato dal 1969, mentre in Jugoslavia lavorava su I guerrieri. Il film si rivela un altro successo commerciale per il cineasta e ispira gli studios a mettere elementi comici nei film horror, caratteristica successivamente ampliata da artisti del calibro di Sam Raimi e Peter Jackson.

La carriera del buon John è quindi all’apice, fino al momento in cui si verifica una tragedia durante le riprese di un episodio del lungometraggio collettivo Ai confini della realtà, co-prodotto da Steven Spielberg: un incidente in elicottero costa la vita all’attore Vic Morrow e a due bambini, impegnati anch’essi sul set. ll regista, così come altri tre tecnici che stavano lavorando al film, vengono accusati di omicidio colposo involontario.

Il processo si protrae fino al 1987 e alla fine di tutto Landis è ritenuto non colpevole, ma l’incidente innesca una grande quantità di conflitti tra studi e vari sindacati dei lavoratori, con Hollywood che reagisce apportando una miriade di modifiche alle politiche e alle procedure al fine di ridurre il rischio di futuri infortuni o morti sul set. Il comportamento del regista al processo, contraddistinto da un atteggiamento di sufficienza, viene accolto da molte polemiche.

Lo stesso anno della tragedia, tra l’altro, Landis ottiene un enorme successo come regista di Thriller, il noto videoclip con protagonista la superstar del pop Michael Jackson. Dopo il 1987, Landis lavora solo su altri due film particolarmente importanti: Il principe cerca moglie, del 1988 (un enorme successo) e Beverly Hills Cop 3, di sei anni dopo, stroncato dalla critica, oltre a rivelarsi una delusione al botteghino. Entrambi questi film hanno in comune Eddie Murphy, una delle più grandi star di Hollywood all’epoca della loro realizzazione.

 

Daniela Asmundo