I 50 anni di Star Trek-Stagione 1-Episodio 6: “Il filtro di Venere”

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Sono passati 50 anni, da quando nel 1966 sulle TV Americane debuttò quella che sarebbe divenuta la serie di fantascienza più vista nella storia della televisione: STAR TREK.

Ho pensato quindi di rendere un omaggio a questa gloriosa serie con la pubblicazione della descrizione di tutti i 79 episodi di Star Trek O.S.
Continuiamo la nostra storia dalla prima stagione e dal 6° episodio: “Il Filtro di Venere”.

mudds2Titolo originale: Mudd’s Women

Diretto da: Harvey Hart

Scritto da: Gene Roddenberry (soggetto), Stephen Kandel (sceneggiatura)

Trailer Originale:

Trama

L’Enterprise prende a bordo Harry Mudd e tre splendide donne, passeggeri di un cargo non identificato e poi distrutto da un asteroide. Nell’inseguimento i cristalli di dilitio dell’Enterprise vengono danneggiati, costringendo la nave a dirigersi verso una colonia mineraria; nel frattempo il processo a Mudd fa emergere che le donne sono spose per corrispondenza, e queste suscitano strani effetti sugli uomini dell’equipaggio. Per ottenere il controllo dell’Enterprise Mudd stringe un patto con i minatori, convincendoli in cambio delle donne a non consegnare il dilitio senza prima che lui venga rilasciato.

Altri interpreti: Roger C. Carmel (Harry Mudd), Karen Steele (Eve McHuron), Maggie Thrett (Ruth), Susan Denberg (Magda)

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Curiosità:

” Il Filtro di Venere ” venne trasmesso la prima volta negli States il 13 ottobre 1966 per poi essere replicato il 4 maggio 1967.

E’ il primo dei due episodi che ha come protagonista “Harcourt Fenton Mudd” , un truffatore interstellare, che in questo episodio, trasporta un carico di esseri umani di sesso femminile, da qui il titolo originale: “Le Donne di Mudd”.

Filming Locations: Desilu Studios – 9336 W. Washington Blvd., Culver City, California, USA

Per oggi è tutto, arrivederci al prossimo episodio di STAR TREK

E come è per noi Trekker tradizione, voglio salutare tutti voi che ci avete sin qui letto con il saluto Vulcaniano.
Long Live And Prosper To Everybody.

Alex Cunsolo