7 uomini a mollo: gli eredi di Esther Williams

In 7 uomini a mollo  il luogo perfetto per una rinascita è senza dubbio l’acqua, e, di solito, il riscatto sportivo aiuta.

Fondendo questi elementi, il regista Gilles Lellouche ci porta, appunto, dentro la storia di sette uomini, con le loro vite ormai fatte a pezzi da tanti problemi economici, di lavoro, di depressione, divorzi, improbabile squadra di nuoto sincronizzato maschile.

Nel rispetto più totale delle classiche commedie corali (non per nulla, la pubblicità lo reclamizza come il nuovo Full monty), il film – scritto dal regista stesso insieme ad Ahmed Hamidi e Julien Lambroschini – è sostenuto da un gruppo strepitoso di attori capitanati da Mathieu Almaric, i quali, al di là della leggerezza di base, sono al centro di una storia di vita che non potrà non farceli amare, attempati e tutt’altro che palestrati. Perché sono proprio questi ultimi aspetti, probabilmente, a consentire a moltissimi spettatori di identificarvisi, prendendo magari esempio su come rimettere in carreggiata le proprie esistenze.

Toccando tutti i temi, da quelli critici delle separazione all’anziana mamma vittima di Alzheimer, al padre rocker fallito che lavora alla mensa della scuola della figlia adolescente, fino al venditore di piscine, anch’egli fallito (un favoloso Benoît Poelvoorde), il lungometraggio è a dir poco riuscito, forte di un cast artistico lunghissimo in cui spiccano le due allenatrici Delphine (Virginie Efira) e Amanda (Leïla Bekhti): due ex campionesse di nuoto sincronizzato che, a causa di un incidente che  ha costretto su una sedia a rotelle la seconda, sono entrambi vittime della depressione.

Delphine è in cerca di un amore perso e vittima dell’alcool, mentre Amanda, nonostante il suo tragico stato, non si rassegna e si trasforma nella spietata allenatrice dell’improbabile gruppo.
 
E, come una perfetta giostra da montagne russe, il film alterna i momenti drammatici a gag divertentissime, ma la vera sorpresa è scoprire che esiste davvero il nuoto sincronizzato maschile, parente povero di quello femminile, introdotto solo nel 2015.
Come un po’ tutte le commedie francesi, 7 uomini a mollo ci porta con grazia, eleganza e cattiveria dentro le vicende dei protagonisti, pronti ad una sfida impossibile rappresentando la loro nazione.

In questo caso, poi, effettivamente ci troviamo davanti alla nazionale francese della recitazione, tanto che siamo certi al 100% che l’operazione sarà già stata presa in considerazione per un remake negli Stati Uniti, anche se, onestamente dubitiamo che i panciuti attori di mezza età – che riescono a comporre coreografie dentro la piscina – possano trovare eguali oltreoceano.

Di conseguenza, grande merito alla commedia d’oltralpe, capace sempre di sfornare prodotti validissimi che portano solo il buon umore allo spettatore.

In breve, dopo l’uscita di 7 uomini a mollo il nuoto sincronizzato maschile continuerà probabilmente a far crescere i suoi iscritti di tutte le età, ma, nel frattempo, possiamo solo anticiparvi che una delle sequenze finali può essere incorniciata come una delle più perfette, divertenti e, al tempo stesso, suggestive mai girate.

Quindi, tuffatevi in sala!

 

 

Roberto Leofrigio