Dopo aver diretto After Yang, per il quale era stato nominato nella categoria Un Certain Regard Award al Festival di Cannes nel 2021, Park Joong Eun – nato a Seoul e conosciuto professionalmente come Kogonada – ritorna alla regia con A big bold beautiful journey – Un viaggio straordinario.

Colin Farrell, che già aveva lavorato con il regista nel precedente film, veste i panni di David, il quale in un fine settimana deve recarsi ad un matrimonio; ma un imprevisto occorso alla sua vettura lo costringe a rivolgersi ad un autonoleggio dalle caratteristiche molto bizzarre.

Il meccanico, che ha le fattezze di Kevin Kline, gli consegna le chiavi di una Saturn SL del 1994 sprovvista di accessori compatibili con i moderni smartphone, ma dotata di un GPS di serie cui presta la voce Jodie Turner Smith. Successivamente David si imbatte nella sconosciuta Sarah interpretata da Margot Robbie, con la quale intraprende un viaggio che gli viene suggerito proprio dal sistema di posizionamento satellitare. A big bold beautiful journey – Un viaggio straordinario è un’esperienza emozionale che scandaglia in profondità la psiche, la coscienza, i sentimenti e la volontà che guida le scelte di ogni individuo. Proprio intorno a queste ultime ruota una trama che deflagra nel fantastico, con porte disseminate nel bel mezzo del nulla che si aprono in ambienti e location appartenenti al passato dei protagonisti. David e Sarah incontrano le loro controparti giovani in un viaggio psicologico che ricorda anche l’universo onirico e stilistico del cineasta francese Michel Gondry.

Le scenografie generano un’atmosfera che permea la pellicola di un fascino surreale, popolate da personaggi bizzarri come il meccanico dell’autonoleggio. Sono compresi salti temporali in cui Sarah ha la possibilità di riconciliarsi con il proprio passato e David con il se stesso adolescente incarnato da Yuvi Hecht e, soprattutto, con suo padre, portato in scena da Hamish Linklater. Rispetto ai film del citato Gondry, come per esempio Se mi lasci ti cancello, l’opera di Kogonada presenta una struttura meno stratificata e più semplice, ma garantisce un alto grado di coinvolgimento nello spettatore, il quale viene travolto dalle infinite spirali ove le scelte di ognuno generano delle svolte nel passato e nel presente dei personaggi. La sceneggiatura di Seth Reiss convince, coadiuvata da una buona regia, insieme alla fotografia di Benjamin Loeb che ammalia, e nell’insieme danno quella linfa vitale ad un fantasy romantico con una forte inclinazione psicologica in cui brillano anche le interpretazioni di Colin Farrell e Margot Robbie.

Inoltre, A big bold beautiful journey – Un viaggio straordinario illumina un percorso costellato inizialmente dai sensi di colpa nei personaggi che si sentono anche persone irrisolte e nei quali prevale un sentimento di solitudine. Queste sensazioni vengono illustrate attraverso un itinerario della coscienza, e lo spettatore può riconoscersi in David e Sarah. Le scelte che fanno lungo il tragitto sono lì per metterli di fronte a loro stessi, costringendoli ad un confronto obbligato, figlio della preferenza espressa all’inizio: compiere un viaggio straordinario senza conoscere la meta e in cui, per la prima volta, entrambi hanno deciso di liberarsi dall’ossessiva dipendenza dell’avere tutto sotto controllo per farsi guidare da una sorta di GPS del destino.

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