Acque profonde: il thriller con Ben Affleck e Ana de Armas

Dal 18 Marzo 2022 è disponibile sulla piattaforma Prime Video Acque profonde, il nuovo film targato Hulu e diretto dal britannico Adrian Lyne, con protagonisti Ben Affleck e Ana de Armas.

Il regista, noto, oltre che per Flashdance, per i drama-thriller a velato sfondo erotico come 9 settimane e ½, Attrazione fatale e Unfaithful – L’amore infedele, torna con un nuovo lavoro a distanza di vent’anni esatti proprio da quest’ultimo titolo. E anche questo progetto nasce dai caratteristici stilemi che hanno caratterizzato i precedenti elencati, tanto che sorge spontaneo chiedersi se Lyne sia in grado di realizzare solo questo genere di film. Considerando i risultati dei classici menzionati verrebbe da rispondere con piacere “Sì”, ma, forse a causa degli ottantuno anni compiuti e dei due decenni di inattività, qualcosa sembra essere cambiato. Procediamo con ordine.

Vic Van Allen (Ben Affleck) e Melinda (Ana de Armas) sono sposati e hanno una figlia, Trixie (Grace Jenkins). Una famiglia classica e normale, non fosse che, col passare dei minuti, cominciano a cambiare gli atteggiamenti di Melinda. Non solo si dimostra gentile con alcuni ragazzi che lei chiama “amici”, ma il suo atteggiamento inizia a sfociare in una sinuosa e spudorata pulsione corporea: la donna bacia queste persone davanti agli occhi dei presenti… e del marito stesso, il quale reagisce con un’impassibilità ambigua. Tutto lascia intendere che la donna vada oltre il semplice bacio, anche se non lo vediamo esplicitamente. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che, man mano, tutti i ragazzi con cui si “diverte” Melinda cominciano a sparire e… morire! Il film si basa sul libro Deep water, scritto nel 1957 da Patricia Highsmith, un delicato e intenso romanzo sulla disgregazione di un matrimonio. Il lavoro di Lyne, probabilmente, trae dal libro esclusivamente il titolo e i nomi dei personaggi. Perché? La domanda sorge spontanea al termine della visione. Sono proprio le motivazioni che sembrano mancare alle evoluzioni di trama. E non per complicati termini nei dialoghi o l’intrigata evoluzione della stessa, ma proprio a causa della totale mancanza di senso e logica nelle fasi che si susseguono.

Perché la moglie si comporta in quel modo? Perché il marito non reagisce? Sono una coppia aperta? Hanno una crisi matrimoniale? Sono separati ufficiosamente? E allora perché non divorziano? Tutte domande senza una esplicita risposta, se non quella che ciascun fruitore può decidere di scegliere per sua personalissima intuizione. Anzi, imposizione. Le motivazioni dichiarate non emergono mai davvero, neanche nel finale che sembra far semplicemente ripartire da capo il gioco sadico e mal sceneggiato, già visto per due ore abbondanti di nulla. Cerchiamo, dunque, di trovare appiglio nelle categorie indicate qualche riga fa. Acque profonde è un film a richiamo erotico? Il regista si diverte ad esaltare la sensualità di Ana de Armas, sì, ma la sfrutta trattenendosi. Lyne trasforma Ana de Armas in una semplice bamboletta al servizio del pathos sessuale, infischiandosene del relativo potenziale attoriale. Ogni pretesto è buono per mostrare una parte del corpo e uno sguardo provocante che allude ad una ninfomania malcelata (non solo del personaggio, probabilmente). Anche quando Melinda dovrebbe solamente suonare un brano al pianoforte, il regista decide di insistere sulle gambe accavallate. L’erotismo c’è effettivamente, ma non esalta. Thriller? Difficile considerare questa ipotesi perché, cercando di non fare spoiler, sembra tutto già chiaro dall’inizio!

Assistiamo al lavoro di un Lyne arrugginito e rimasto indietro con gli anni, con l’aggravante di non riuscire ad intravedere minimamente i suoi standard. Esagera sulla figura femminile, qui utilizzata al mero scopo di giustificare adulteri e reazioni ovvie, ammiccando a un maschilismo anacronistico e del tutto immotivato nel contesto trattato. Oltretutto, non c’è il minimo sviluppo psicologico che motivi azioni o gesti dei personaggi (altro termine, “psicologico”, che andrebbe quindi tolto dai sottogeneri con cui viene etichettato ovunque questo film). Quelli di contorno assumono dei ruoli che non influiscono praticamente mai nelle dinamiche, risultando addirittura grotteschi nelle scene di stampo più tensivo. Risparmiandoci ulteriori domande sul senso di alcuni dettagli (per esempio, a cosa serve l’allevamento di lumache di Vic?), ci limitiamo ad un quesito semplice: Acque profonde si tiene a galla? Prendete tutta questa mole di considerazioni (trattenute), immergetela in acque profonde, appunto, e lasciatela stare lì ad annaspare senza poter toccare un fondale di logica. Vedrete che la conseguenza potrà essere una sola: il film affoga.

 

 

Alessandro Bonanni