
Dopo i recenti lavori pubblicati, ADM Project, progetto fondato dal chitarrista e compositore Alessio Miccichè, è pronto a tornare a settembre con un nuovo capitolo musicale: “Bugie di Cera”, un brano interamente strumentale che punta a raccontare emozioni profonde senza il bisogno delle parole.
Scritto e composto da Alessio Miccichè, che firma anche tutte le parti di chitarra e arrangiamento, Bugie di Cera si sviluppa come un viaggio fatto di atmosfere evocative. Ad arricchire il brano troviamo la preziosa partecipazione del sassofonista Luca Roseto, il cui intervento rappresenta uno degli elementi più significativi dell’intera composizione.
Il sax non è un semplice ospite, ma una vera e propria voce narrativa: con un timbro intenso e ricco di sfumature, Luca Roseto dona al brano un respiro ancora più umano, amplificando il senso di malinconia, riflessione e speranza che attraversa tutta la composizione. Il dialogo tra le sue linee melodiche e le chitarre di Miccichè crea un equilibrio raffinato, capace di trasmettere immagini e sensazioni senza ricorrere a un testo.
Al brano hanno collaborato Roberto Pace al basso, con un sound profondo ed elegante che sostiene l’intera architettura armonica, Federico Ramoni alla batteria, protagonista di un’esecuzione dinamica e misurata che accompagna il brano con grande sensibilità.
A impreziosire ulteriormente Bugie di Cera c’è la delicata interpretazione vocale di Izie Odi, i cui cori, si fondono con gli strumenti come un’ulteriore tessitura sonora.
Anche la copertina racconta molto dell’identità di Bugie di Cera: una mongolfiera specchiata e frantumata, sospesa sopra un paesaggio urbano, riflette la figura di un uomo solitario immerso in una realtà sospesa tra sogno e disillusione.
La mongolfiera, simbolo di libertà e aspirazione, appare incrinata, quasi a rappresentare le fragili illusioni che spesso costruiamo attorno a noi: quelle “Bugie di Cera” destinate a sciogliersi di fronte alla realtà.
Con Bugie di Cera, ADM Project conferma la volontà di esplorare una musica capace di parlare direttamente all’immaginazione dell’ascoltatore, lasciando che siano gli strumenti a raccontare ciò che le parole, a volte, non riescono a esprimere.

Photo Alessio Miccichè
