
Siamo entusiasti di fare una chiacchierata con le figure chiave dietro l’uscita di “Fiore del Deserto”, il nuovo singolo del progetto musicale ADM Project disponbile dal 6 Maggio 2026. Un brano che racchiude passione, talenti diversi e un sound unico.
Siamo qui con Alessio Miccichè, compositore e chitarrista, Katy Desario, la voce straordinaria del brano, Roberto Landolina, bassista, compositore e collaboratore su più fronti, e Antonio Cantamesse, autore del testo.
Un progetto che ha unito diverse anime artistiche per dar vita a una canzone che emoziona e racconta.
Benvenuti a tutti! Siamo davvero curiosi di saperne di più su “Fiore del Deserto”. Alessio, comincio con te: come è nato questo brano e qual è il significato dietro il titolo?
“Fiore del Deserto” nasce da un’immagine molto forte che avevo in mente: qualcosa di fragile ma incredibilmente resistente, capace di vivere e fiorire anche nelle condizioni più difficili. Il primo pensiero era rivolto a mia mamma, e da lì è iniziato tutto. Ho composto le prime armonie con la chitarra cercando proprio quel contrasto tra delicatezza e forza, tra vuoto e pienezza.
Da un punto di vista creativo, è stato un processo molto naturale: ho portato una prima stesura a Roberto aggiungendo la propria identità con la stesura del basso. Il testo di Antonio ha dato profondità al concetto iniziale, la voce di Katy ha trasformato l’emozione in qualcosa di tangibile. È proprio questa unione di sensibilità diverse che ha fatto crescere il brano fino alla sua forma finale.
Katy, passiamo a te: la tua voce è davvero il cuore pulsante di questo brano. Come ti sei avvicinata a “Fiore del Deserto” e cosa rappresenta per te interpretare questo brano?
“Fiore del Deserto” per me rappresenta innanzitutto il legame umano e l’amicizia che mi unisce alle persone con cui ho collaborato in questo progetto, amici che fanno parte della mia vita ormai da tanti anni. Ma, al di là dell’aspetto personale, ho accettato questa collaborazione soprattutto a livello professionale perché ho percepito fin da subito un grande fascino musicale nel brano: una sensualità elegante e una profondità emotiva capaci di dare vita a qualcosa di raro e autentico.
Il “fiore del deserto” diventa infatti il simbolo di qualcosa di bello che riesce a nascere e crescere anche in condizioni difficili, proprio come accade nella vita. Ed è una metafora nella quale mi riconosco molto, perché la purezza e la genuinità sono valori che mi hanno sempre contraddistinta, sia artisticamente che umanamente. In questo testo ho ritrovato una parte importante di me stessa e del mio percorso.
Roberto, il tuo ruolo in questo progetto è stato fondamentale, non solo per questo singolo, ma anche per il percorso del progetto ADM Project. Come hai contribuito alla creazione di “Fiore del Deserto”?
“Ho interpretato il mio ruolo cercando di dare ‘corpo’ al silenzio del deserto. Nella composizione ho puntato su linee che accompagnassero l’ascoltatore in un crescendo emotivo, usando il basso non solo come supporto ritmico, ma come una voce profonda che dà stabilità e calore a tutto l’arrangiamento.”
Antonio, arrivo ora a te. Come paroliere, cosa volevi trasmettere con il testo di “Fiore del Deserto”? E quale messaggio pensi che il pubblico possa ricevere ascoltando la canzone?
Con questo testo volevo trasmettere un messaggio di positività, anche nelle avversità della quotidianità. È dedicato alla vita in generale, vissuta nella realtà di un Amore (con l’A maiuscola, per la persona amata, per il figlio o altro) profondo e intenso da far superare ogni ostacolo, con una resilienza simboleggiata come “Fiore del deserto”: bellissimo e tenace anche in ambiente ostile.
Una capacità di trasformare un aspetto, quello che generalmente viene visto in termini negativi, in una visione positiva della vita. Una nuova realtà che ho indicato come “magica”, come qualcosa che non ha timore di uscire dagli schemi per addentrarsi, usando un ossimoro (ossìmoro alla greca) in una irreale realtà. La frase “Un cielo che non ha mai lacrime” parte da un concetto semplice di deserto privo di precipitazioni per addentrarsi in un concetto interiore, così come “l’oscurità” che “s’illumina”. Il testo si conclude evidenziando la capacità di scelta di questa nuova vita, “unica realtà”, che “come un fiore raro fiorirà”.
Quindi, alla fine, il progetto ADM Project è veramente un mix di tante anime che si uniscono per un unico scopo: creare musica che parli alle persone. Alessio, come vedi l’evoluzione del progetto? Dove ti porterà in futuro?
ADM Project è proprio questo, un incontro di artisti diversi che però condividono la stessa esigenza, quella di comunicare qualcosa di vero attraverso la musica.
Per quanto riguarda il futuro, lo vedo come un percorso in continua evoluzione ma naturale, senza forzature. Non è un progetto statico, ma qualcosa che cresce insieme alle persone che ne fanno parte. Mi piacerebbe esplorare ancora di più la contaminazione tra generi, spingermi verso sonorità nuove senza perdere l’identità emotiva che mi contraddistingue. L’obiettivo non è seguire una direzione “di mercato”, ma restare coerenti con quello che sento.
Sicuramente ci saranno nuovi brani, e l’idea è quella di costruire un racconto sempre più ampio, magari anche con un concept più definito. Mi affascina molto anche la dimensione live, perché è lì che la musica prende davvero vita e si crea uno scambio diretto con le persone. Ma al momento è solo un pensiero.
Katy, Roberto, Antonio, avete qualche anticipazione su quello che ci riserverà il futuro?
Katy Desario: Sicuramente ci saranno altre collaborazioni e tanta voglia di continuare a crescere artisticamente, portando sempre autenticità e verità in quello che faccio. Mi piace vivere la musica in modo spontaneo, lasciandomi guidare dalle emozioni, quindi posso anticipare che ci saranno nuove sorprese e nuove sfumature da scoprire… ma senza perdere quella purezza e quella sensibilità che fanno parte di me.
Roberto Landolina: Nuove trame sonore in cantiere, sempre con lo sguardo rivolto alla prossima evoluzione.
Antonio Cantamesse: Scrivere testi è la mia vita, di cui non riesco a farne a meno e la metodologia che Alessio ha voluto adottare per i suoi progetti musicali, incontrano pienamente il mio pensiero, quindi non posso che immaginarmi il meglio con questa collaborazione.
Vi ringrazio tutti per il tempo che ci avete dedicato. Non vediamo l’ora di sentire “Fiore del Deserto” e di seguire il vostro percorso musicale. A presto!


Complimenti a tutti, in particolare all’amico Antonio, di cui ammiro e apprezzo non da oggi la vivida passione poetica.