Il cantautore romano torna con un brano che intreccia memoria, introspezione e cultura videoludica: una canzone nata da un sogno e diventata esperienza multimediale

C’è un momento preciso, nella vita di ogni artista, in cui il confine tra realtà e immaginazione smette di esistere. Per AdriaCo quel momento coincide con “Sogno: Addio Re Roberto”, il nuovo singolo in radio dal 15 maggio 2026, estratto dall’album “Collezione di arretrati”. Una canzone che non si limita a raccontare un sogno, ma lo trasforma in un linguaggio artistico completo, capace di unire musica, memoria personale e suggestioni visive.

Il brano affonda le radici in un’esperienza realmente vissuta dal cantautore romano anni fa. Un sogno vivido, quasi cinematografico, fatto di treni da rincorrere, fughe improvvise e presenze misteriose. Al centro di tutto compare una figura enigmatica: Roberto. Un nome che riaffiora dal passato e che, col tempo, assume un significato più profondo attraverso un percorso personale di analisi e introspezione.

“Sogno: Addio Re Roberto” nasce originariamente nel 2013, ma solo oggi trova la sua forma definitiva. Dopo una prima versione acustica pubblicata nel 2016, il pezzo si evolve in una produzione pop-rock dal gusto vintage realizzata insieme a Eulalia, progetto dei fratelli Alessandro e Valerio Passi. A completare il quadro ci sono la batteria di Bernardino Ponzani e il mix firmato da Marco Federico. Il risultato è una traccia che conserva l’urgenza emotiva della scrittura originaria ma acquista un respiro più ampio, quasi cinematografico.

La forza del singolo sta proprio nella sua capacità di evocare immagini. Il sound retrò richiama immediatamente il mondo dei videogiochi anni ’90, elemento che ha spinto AdriaCo a sviluppare un progetto parallelo decisamente fuori dagli schemi: un videoclip costruito come un vero gameplay interattivo.

Il videogioco, realizzato da Leonardo Madia, Giorgio Angiolella e Andrea Piccolo, accompagna l’ascoltatore dentro l’universo simbolico della canzone. Il protagonista corre verso una meta indefinita, affronta creature ostili e attraversa scenari che rappresentano paure, ricordi e frammenti della propria identità. Non si tratta semplicemente di un’estensione estetica del brano, ma di una parte integrante della narrazione. Ogni elemento visivo dialoga con la musica e contribuisce alla costruzione del significato.

GIOCA AL VIDEOGAME – https://ventricolodx.itch.io/sogno

Anche il comparto sonoro del videogame nasce direttamente dalla canzone: i sound effects creati da Emanuele Luigi Andolfi derivano infatti dalla manipolazione di materiali audio estratti dal brano stesso. Un dettaglio che conferma la volontà di costruire un’esperienza coerente e immersiva.

Le creature in pixel art presenti nel gioco sono invece tratte dalle illustrazioni originali del disco realizzate da Matteo Lucibello. Ogni mostro rappresenta simbolicamente un tema affrontato da AdriaCo nel proprio universo narrativo: ansia, crescita, smarrimento, trasformazione. Tematiche che attraversano l’intero album “Collezione di arretrati”, lavoro autobiografico che racconta il passaggio all’età adulta e la ricerca di un equilibrio personale e artistico.

Classe 1990, Adriano Meliffi — questo il vero nome di AdriaCo — arriva a questo progetto dopo un percorso musicale lungo e trasversale. Dalla formazione classica alle esperienze corali, passando per collaborazioni come corista con artisti del calibro di Diodato, Achille Lauro, Roy Paci e Arisa, il cantautore romano ha costruito negli anni un linguaggio personale difficilmente catalogabile.

Ed è proprio questa libertà stilistica a rendere “Sogno: Addio Re Roberto” uno dei momenti più riusciti della sua produzione recente. Una canzone che evita scorciatoie, sceglie la profondità emotiva e trova nella contaminazione tra arti la propria dimensione più autentica.

In un panorama musicale sempre più veloce e standardizzato, AdriaCo sceglie di rallentare, scavare nei ricordi e trasformare le fragilità in racconto. Il risultato è un brano che non cerca semplicemente di essere ascoltato, ma vissuto.

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