AGA: liquida bellezza, iper realtà…

Ritroviamo la sospensione digitale, ritroviamo un profilo new-wave, ritroviamo anche quel gusto inglese per certi modi di non risolvere la melodia. AGA, ovvero Alessandro “GOMMA” Antolini ci presenta “Dream On”, questo disco che gestisce con bellezza anacronistica quel precario equilibrio che esiste sempre tra la trasgressione della forma e il dialogo “pop” per arrivare al pubblico pagante. Un disco che non parla una lingua che non sia extra-territoriale. La bellezza di cose altre passa anche dal saperlo raccontare con parole quotidiane.

Ritroviamo AGA e anche con lui iniziamo sempre col citare la bellezza come punto di riferimento. Per te cos’è la bellezza? Oggi soprattutto, dopo averla andata con questo nuovo disco…
La bellezza è una parola non appagante ma al contempo importante perché soggettiva, poi esiste il bello oggettivo e per tutti. Dentro questa ambivalenza mi ci rivedo, cercando sempre di essere me stesso tenendo conto, nella valutazione, della società che mi circonda. Da sempre sono affascinato da casolari, fabbriche, chiese, strutture turistiche, etc…abbandonati, all’apparenza brutti, per me bellissimi.

Dal singolo “Questa non è” ci aspettavamo – e abbiamo trovato – un’opera che continuasse quel percorso di domande e di “non” risposte. Tutto resta sospeso… che sia questa l’unica risposta utile?
Di risposte ne ho date indirettamente tante in questo disco. I sogni come i pensieri rimangono indefiniti fino a quando non siamo in grado di realizzarli. Il sogno è una sospensione, anzi, direi meglio, una dimensione quindi la risposta avviene nel momento in cui la dimensione è stata realizzata. La frase “Essere o non essere”, ripetuta più volte nel brano omonimo, si conclude con la parola essere, che è di fatto la mia risposta.

Dunque per te quanto è importante “quello che non è”?
Il non essere è materia che mi permette di arrivare a comprendere ciò che voglio ed è importante per capire dove sono. Brian Eno amava definirsi “Il non musicista” e il suo non essere musicista gli faceva capire quanto lui lo fosse. In sostanza il “NON” mi permette di passare dalla negazione alla mia affermazione, tenendo presente tutte le sfumature che un ruolo racchiude.

Il suono liquido di questo disco è figlio del tempo che stiamo vivendo in qualche modo, della necessità che abbiamo di scivolare via dal presente?
Penso sia solo una coincidenza anche perché ho incominciato a comporre il disco nel 2018. Comunque:” Perché fuggire dal presente?” Semmai, con intelligenza, riuscire ad adattarsi con il vivere quotidiano anche in questi momenti dove la normalità rimane a tratti. Tutta la psichedelia racchiusa nell’album, può essere vissuta in momenti diversi, come lo è stato per me quando ho composto le 7 tracce.

Nelle tante realtà di “Dream On”, parafrasando anche il video di “Respiro”… qual è quella di AGA? Qual è quella definitiva?
Non esiste una definitiva realtà, esiste una voglia di ricerca e crescita interiore. Mi affascina poter ascoltare nuove sonorità che mi rimandano al passato. Lascio la combinazione di questi ingredienti all’ istinto. “Respiro” è il brano che vive in maniera sottile il passaggio tra realtà e sogno e viceversa, facendo vincere una dimensione appagante.