Giocando sull’assonanza con il nome della storica giallista Agatha Christie, il titolo Agata Christian – Delitto sulle nevi fa riferimento al celebre criminologo dal sarcasmo pungente e dal talento investigativo infallibile che, interpretato da Christian De Sica, finisce coinvolto in un week-end all’insegna del mistero.
Invitato in Valle d’Aosta nella sontuosa proprietà della famiglia Gulmar, magnati dell’industria ludica che intendono fargli fare da testimonial per il rilancio del loro storico gioco da tavolo Crime Castle, si ritrova infatti ad avere a che fare con un caso di omicidio da risolvere.

L’omicidio del patriarca Carlo Gulmar alias Giorgio Colangeli, rinvenuto cadavere ucciso con un colpo di fucile e il volto affondato in una torta dopo aver annunciato di voler mantenere il controllo della sua azienda revocando la cessione alla start-up Shothouse e scatenando, di conseguenza, un terremoto tra i familiari convinti di ereditarne le redini. Da qui, lo scopo diventa chiaramente quello di scovare il colpevole in una drammatica situazione che vede la combriccola di protagonisti bloccata nel posto a causa di una valanga e con i telefoni fuori uso. E ad affiancare Christian nelle indagini abbiamo l’ingenuo brigadiere Gianni Cuozzo incarnato da Lillo Petrolo, il quale fa per la seconda volta coppia con l’ex mattatore dei cinepanettoni Filmauro dopo il Cortina express diretto nel 2024 dallo stesso Eros Puglielli che si trova qui al timone di regia. Personaggio il cui cognome non serve altro che a parafrasare la mitica osservazione sherlockholmesiana “Elementare Watson” in “Elementare Cuozzo” (sic!) e che porta con sé l’appuntato Tarda dal volto di un Paolo Calabresi dall’accento teutonico (sic!). E già questi elementi, man mano che la struttura narrativa si evolve nelle varie ricostruzioni della ipotetica verità, lasciano facilmente intuire che sia quasi impossibile ridere durante lo svolgimento di Agata Christian – Delitto sulle nevi.

Tanto che perfino Maccio Capatonda risulta del tutto sprecato all’interno di un ricco cast che, comprendente Chiara Francini, Ilaria Spada, Alice Pagani, Enzo Paci, Marco Marzocca, la modella Sara Croce e il rapper Tony Effe nel ruolo di un influencer cacciatore vegano (sic!), viene immerso in un’operazione il cui sguardo è rivolto in maniera evidente a modelli internazionali – a cominciare dal comunque lodevole look fotografico – quali i lungometraggi incentrati sul detective belga Hercule Poirot, Cena con delitto – Knives out e seguiti e, non ultimo, il cult anni Ottanta Signori, il delitto è servito di Jonathan Lynn (non a caso ispirato al Cluedo gioco di società come quello ideato dai Gulmar). Alla fine, mentre il figlio del grande Vittorio affronta il tutto con la consueta professionalità, non si sprofonda altro che nella noia nell’assistere ad uno spettacolo in fotogrammi che cerca al massimo di strappare risate attraverso una comicità piuttosto infantile emergente nei vari scontri tra Cuozzo e bestiario assortito, da un orso ad un pipistrello, passando per aquile e un immancabile cagnolino. Ma almeno la soluzione del giallo al centro di Agata Agata Christian – Delitto sulle nevi non è affatto banale e funziona meglio di altre viste in analoghi prodotti “seri”.
