Alberto “Caramella” Foà: la bellezza unendo i puntini

Quanta delicatezza dentro questo nuovo video di Alberto “Caramella” Foà, filo conduttore ed ingrediente che torna in questo suo primo lavoro da cantautore per il noto paroliere di lungo corso… si intitola “Basta unire i puntini”, richiamo di tempi larghi e distesi, di pause dalla vita liquida, richiami di un suono antico, artigiano, ricco di collaborazioni e di partecipazioni, di suono suonato come paradossalmente si dice. E che bellezza questa danza che un poco ricorda Faber nelle chiuse di voce e un poco si fa popolare e magico nel suo narrare la vita, l’anima e le sue faccende misteriose…

Noi cominciamo sempre parlando di bellezza. Una bellezza non solo sfacciata ma anche una bellezza da rintracciare tra le righe… per te cos’è la bellezza?
La vera bellezza non ha mai canoni e la si può trovare in posti, persone e anche in pensieri inimmaginabili, nel sorriso o in un gesto d’amore, a volte perfino nell’intensità di un dolore. E’ nell’arte, nei libri, nell’inseguire i propri sogni qualunque essi siano. E’ musica e mai rumore. Quel profumo che ti fa viaggiare e il viaggio. Le idee, il conoscere, le donne, la sensualità e poi la natura, per me i cavalli, la musica, scrivere canzoni e lo stupore. Sapersi stupire dello straordinario e delle piccole grandi cose di ogni giorno. Che non è mai uguale a un altro…

Bellezza da vedere e da mostrare per la scena ma anche contenuto, magari meno immediato, magari più ostico… come trovi equilibrio tra le due cose?
La bellezza è spesso equilibrio. Ma l’equilibrio, sovente, è la negazione dell’equilibrio. La poesia, per esempio, come le donne nude, hanno l’armonia indefinita del particolare, del verso e del dettaglio. Quel verso, quella voce, quel seno, quel volto, quelle curve che sono insieme fuoco e sereno. Ma che trovi solo in quella poesia, in quel corpo, in quella perfetta imperfezione. Inimitabili.

Ti chiedo questo perché “Basta unire i puntini” sembra essere un disco che punta le attenzioni solo e soltanto dentro i contenuti, accarezzando un’estetica di dettaglio, per palati fini ed educati. Come a dire: io sono così e non ho alcuna intenzione di scendere a compromessi… vero?
Più o meno. Diciamo che come sono non lo so bene nemmeno io. Ma è senz’altro vero che il disco è così: senza compromessi, senza concessioni alle mode o ai trucchetti, senza compromessi, appunto…

Tante le featuring… qualche grande assente?
No. Ecco, mi sarebbe piaciuto avere con noi anche Niccolò Agliardi e Paolino Jannacci ma non glielo abbiamo neppure chiesto. Ho voluto io Giovanna Ferrara ai cori ed è venuta e ho chiamato Magrini e Bobo Craxi per due duetti e hanno risposto subito sì. Come Manu Ley per il terzo duetto. E come tutti i musicisti, dalla bellissima modella Dafne Apollonio al violino, al contrabbasso di Ferruccio Spinetti, le percussioni di Emiliano Cava, la tromba di Paolo Milanesi e naturalmente le chitarre (e non solo) di Massimo Germini e l’impareggiabile ingegneria del suono di Lele Battista. A proposito di bellezze femminili e sensualità, poi, vorrei ricordare alcune ragazze, attrici e ballerine, protagoniste dei video già ‘usciti’: Elisa Marras per Nocciola e il meraviglioso terzetto composto da Erika Franceschini, Aurora Ermacora e Francesca Sciascia per la danza de L’Anima.

Dei grandi cantautori italiani che oggi hanno scritto la storia… che rapporti hai? Ad esempio era un disco che avrei visto bene tra le corde di De Gregori…
Sono cresciuto, come paroliere e come uomo, con le canzoni dei cantautori, De Gregori e Vecchioni in primis ma anche Conte, De Andrè, il teatro canzone di Gaber, Jannacci e, perché no, Cochi & Renato, Zero, Guccini ed Endrigo, Vasco. Da loro ho preso molto e sia come gusto sia più o meno come ispirazione è ovvio che abbia più o meno consapevolmente guardato a loro. Probabilmente ho anche cercato di rubar loro qualcosa, un verso piuttosto che lo stile da cantastorie. Ma niente tentativi di imitazione. Anche perché ne sarebbero venute fuori solo delle brutte copie. Questo è il disco dei miei puntini. Di quelli che ho scelto di unire. Delle emozioni che provo e, spero, arrivino, magari anche diverse perché le canzoni sono di chi le ascolta, anche a chi appunto lo ascolta…