Alberto Magliozzi: Da Musicista a Maestro del Glamour e della Provocazione

Di Alessandro Cunsolo, Direttore di MondoSpettacolo.com Roma, 19 novembre 2025 – 17:00 CET – Alberto Magliozzi, fotografo italiano specializzato in glamour con un approccio unico al bianco e nero e alla pellicola analogica, si racconta in esclusiva per MondoSpettacolo. Nato a Nettuno nel 1949, Magliozzi ha iniziato come musicista batterista, collaborando con artisti come Renato Rascel, prima di passare alla fotografia su consiglio dello stilista Emilio Schuberth. La sua carriera, lunga oltre trent’anni, include servizi per riviste come Playboy, Penthouse e Maxim, ritratti di celebrità e progetti che fondono estetica con temi sociali e ambientali. Autore di libri come *Ritratti di vita* e *L’accezione erotica*, Magliozzi ha suscitato scandali con calendari provocatori come “Madonne” e continua a innovare con lavori recenti come “Seduzione” con Francesca Giuliano. In questa intervista, rivela il suo passaggio dalla musica alla fotografia, lo stile, le collaborazioni e i progetti futuri. Guardiamolo insieme e tuffatevi nella fotogalleria finale con i suoi scatti più iconici – un viaggio tra nudo artistico, provocazione e impegno etico!

Ci racconti come è nato il tuo amore per la fotografia: da musicista a fotografo, com’è avvenuto il passaggio?

Nel 1969, a Porto Ferrario isola d’Elba, durante una tournée con Renato Rascel che includeva Valentino in una delle sue prime sfilate, portavo sempre con me una Leica M3 e fotografavo le modelle. Schuberth, visionando gli scatti, mi incoraggiò a dedicarmi alla fotografia. Questo consiglio mi spinse ad abbandonare la musica, trasferirmi a Milano per corsi professionali e collaborare con il ritrattista Francesco Escalar fino al 1990.

Perché hai deciso di lasciare la musica e dedicarti alla fotografia? Qual è stato il momento decisivo?

Il momento decisivo è stato l’incoraggiamento di Schuberth, che vide nei miei scatti un potenziale maggiore rispetto alla musica. La fotografia mi permetteva di esprimere creatività in modo più personale e visivo, catturando momenti e emozioni in un’immagine statica, diversamente dal flusso dinamico della musica.

Il tuo stile privilegia il bianco e nero e la pellicola analogica. Cosa trovi di speciale in questo approccio rispetto al digitale?

Il bianco e nero elimina le distrazioni del colore, focalizzandosi su luci, ombre e emozioni pure. La pellicola analogica aggiunge un tocco artigianale, con una grana unica e un processo più meditativo rispetto al digitale, che spesso è troppo immediato e meno “umano”.

Come descriveresti il tuo linguaggio visivo nel glamour? Che cosa cerchi di comunicare attraverso i tuoi scatti?

Il mio glamour è soft, con volti e corpi femminili in location naturali, non artificiose. Cerco di comunicare libertà, sensualità e bellezza autentica, spesso con un velo di provocazione per stimolare riflessioni su temi sociali, ambientali o etici, oltre all’estetica.

Hai fotografato moltissime donne famose (modelle, attrici, showgirl). Ci sono state collaborazioni particolarmente significative o memorabili per te?

Ho fotografato celebrità come Veronika Zemanová, Manuela Arcuri, Éva Henger, Anna Nicole Smith, Adriana Karembeu, Natacha Amal, Fernanda Lima, Tyra Banks, Jane Alexander, Elenoire Casalegno, Simona Borioni, Tosca D’Aquino, Miriana Trevisan, Alessia Merz, Antonella Salvucci, Manila Nazzaro, Francesca Rettondini, Metis Di Meo, Marit Nissen, Arianna David, Milena Miconi, Karin Proia e Eleonora Benfatto. Una collaborazione memorabile è stata con Manuela Arcuri per Playboy, pubblicata in diverse nazioni con 51 foto, che ha segnato un apice nel mio lavoro glamour.

Alcune tue fotografie hanno suscitato scandali: come gestisci la controversia e quanto è importante per te la provocazione nella fotografia?

La provocazione fine a se stessa non serve a nulla, ad esempio quando nel 2001 realizzai il calendario Madonne Mel Gibson si trovava a Matera per girare il suo film The passion e venne in possesso del mio calendario, mi volle incontrare e farsi indicare alcuni luoghi dove avevo realizzato le foto, mi fece i complimenti per il mio lavoro quando gli spiegai la foto di copertina che rappresentava una donna crocifissa con le stimmate sanguinanti, che voleva rappresentare l’auto Crocifissione del genere umano attraverso il poco rispetto della natura, la sopraffazione, l’indifferenza, le varie guerre mondiali, il potere su le classi più deboli ecc, quella ad esempio fu una foto se pur provocatoria o scandalosa lanciò un messaggio che fece riflettere e non fu una provocazione fine a se stessa, non a caso di quel calendario ne parlarono televisioni e giornali di mezzo mondo, compresa l’agenzia di stampa Reuters.

Parlaci del libro Ritratti di vita: come hai scelto i temi sociali (droga, violenza, pace, sogno) e perché volevi affrontarli con la fotografia?

*Ritratti di vita* (edizioni 2007, 2011) affronta temi come droga, violenza, pace e sogno per denunciare questioni sociali attraverso l’immagine. Ho scelto questi temi per il loro impatto universale, usando la fotografia per stimolare riflessioni e sensibilizzare, combinando estetica con messaggio etico.

Nel progetto L’arte allo specchio hai collaborato con il pittore Athos Faccincani e l’attrice-modella Maddalena Ferrara. Qual è stata la genesi di questa idea?

Il progetto “L’arte allo specchio” nasce dalla fusione tra pittura e fotografia, collaborando con Athos Faccincani e Maddalena Ferrara per creare opere ibride che riflettono temi ambientali, usando il corpo femminile come simbolo della natura.

In L’arte allo specchio usi il corpo femminile come simbolo della natura, per denunciare il degrado ambientale. Come è nata questa metafora artistica?

La metafora del corpo femminile come natura deriva dalla fragilità e bellezza condivisa, per denunciare il degrado ambientale. Il corpo nudo rappresenta vulnerabilità e armonia, contrapposta alla distruzione umana, per lanciare un messaggio di rispetto e sensibilizzazione.

Quanto è importante, per te, che la fotografia abbia anche un valore etico o sociale, oltre che estetico?

È fondamentale: la fotografia non è solo estetica, ma uno strumento per provocare riflessioni sociali ed etiche. Nei miei lavori, integro bellezza con messaggi su temi come ambiente, violenza e diritti, per un impatto che va oltre l’immagine.

Vuoi parlarci di Matera Dea del Cinema? Com’è lavorare in un contesto ricco di storia come i Sassi di Matera, con attori e dive del cinema?

“Matera Dea del Cinema” celebra Matera come set cinematografico, fotografando attori e dive nei Sassi. Lavorare lì è magico per la storia e l’atmosfera unica, che arricchisce gli scatti con un senso di timelessness, fondendo arte e patrimonio culturale.

Nella tua carriera hai visto molta evoluzione: cosa è cambiato per te come fotografo, tecnicamente ed emotivamente, rispetto agli inizi?

Tecnicamente, dal passaggio dall’analogico al digitale, ma resto fedele alla pellicola per la sua autenticità. Emotivamente, ho guadagnato maturità, focalizzandomi su progetti con valore sociale, evolvendo da glamour puro a narrazioni più profonde.

Di tutte le riviste per cui hai lavorato (Playboy, Penthouse, Maxim, Marie Claire…), quale ha rappresentato per te una sfida maggiore, e perché?

Playboy è stata una sfida maggiore per l’alto standard e l’impatto globale, richiedendo equilibrio tra glamour e arte, con copertine come quella con Manuela Arcuri pubblicata in diverse nazioni.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Ci puoi anticipare qualcosa sulle prossime mostre, libri o collaborazioni?

In programma per il 2026 ci sono mostre: Praga, Monaco di Baviera, Berlino, per quanto riguarda il nuovo libro fotografico, sarà una rivisitazione del primo, L’accezione Erotica, considerando che il primo libro fu pubblicato diversi anni fa, oggi mi potrei esprimere sul Glamour in maniera più attuale considerato come da allora è cambiata la società attuale a livello internazionale. Il nuovo progetto editoriale sarà *L’accezione Erotica due*. Anticipo mostre e collaborazioni che continueranno a esplorare glamour con temi sociali, mantenendo il mio stile provocatorio ma significativo.

Infine, che consiglio daresti a un giovane fotografo che vuole intraprendere la strada del glamour o della fotografia artistica oggi?

Studia, sperimenta e resta autentico. Nel glamour, bilancia estetica con messaggio; nella fotografia artistica, usa la provocazione per riflettere temi sociali. Fidati del tuo istinto e collabora con professionisti affidabili.

Scopri i suoi scatti più iconici nella fotogalleria in fondo all’articolo!

Nelle foto sopra: Victoria, Stefania Orlando, Miriana Trevisan, Victoria, Elenoire Casalegno, Vinia, Athos Faccincani, Francesca Giuliano, Sofia Pavan e Manuela Arcuri

di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo Per interviste e collaborazioni: contattateci! Fonte: Esclusiva Alberto Magliozzi.

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