Un titolo che fa sorridere, ma ha origini tanto vere quanto curiose: Aldo, Giovanni e Giacomo Attitudini: nessuna è infatti il giudizio espresso dalla maestra sulla pagella di un giovane Aldo Baglio.
Ma si sa: spesso i geni e i talentuosi non hanno grande successo a scuola, proprio per la loro unicità che li distingue dagli altri.

Attitudini: nessuna è anche il titolo della canzone che Brunori sas ha musicato, su testo di una poesia dello stesso Baglio. Canzone che funge da leit motiv di un viaggio intenso ed esilarante nella storia del mitico trio: Aldo, Giovanni e Giacomo, dall’oratorio al cinema passando per il cabaret. Il docupanettone (termine di nuovo conio in conferenza stampa) di Sophie Chiarello è un ritratto/autoritratto che diverte ed emoziona, raccontando il percorso artistico e umano di tre individualità che insieme creano la magia. La Chiarello li guida e li accompagna anche nel film, partendo da casa di Giovanni, lungo i luoghi che li hanno visti nascere e crescere: dall’oratorio Sant’Andrea, dove si esibivano i giovanissimi Aldo e Giovanni, alla scuola di teatro Arsenale, dal Teatro Fontana (dove troviamo la storica regista del trio, Paola Galassi) al Caffè Teatro, dall’ormai scomparso Derby (oggi al suo posto c’è la libreria Don Durito) alla trasmissione televisiva Zelig, un viaggio nella memoria e nella leggerezza degli anni Ottanta, quando il cabaret aveva in sé quel seme di imprevedibile follia che il trio ha abbracciato sin dagli esordi. E c’è da ricordarlo, l’esordio è avvenuto separatamente: Aldo e Giovanni, amici sin dall’infanzia, si sono infatti esibiti in duo per tutti gli anni Ottanta, accogliendo Giacomo, che aveva allora come compagna di scena (e di vita) Marina Massironi e divenendo trio nel 1991.

L’entrata in scena di un terzo elemento non è stata priva di scosse e di temporanee crisi di gelosia, soprattutto da parte di Giovanni nei confronti del feeling naturale tra Aldo e Giacomo. Un atteggiamento che rende il trio comico ancora più umano, non legato alla ricerca di successo ma piuttosto un affiatato gruppetto di amici che insieme si divertono e fanno divertire. Il resto è storia: il raggiunto equilibrio porta successi sul palco, dal teatro al circo di Paolo Rossi con gli ormai mitici Bulgari, dalla televisione con la Gialappa’s di Mai Dire gol al cinema, con l’uscita, nel 1997, di Tre uomini e una gamba. Un successo che sembra aver fine con il flop di Fuga da Reuma Park; ma il momento di crisi ha permesso ai tre amici di vedere la propria individualità all’interno del gruppo, di esprimersi ognuno per proprio conto, fino a tornare, più intensi e divertenti di prima, nel 2020 con Odio l’estate di Massimo Venier. Sempre sotto la regia di Venier, nel 2022 vincono il David di Donatello (David dello spettatore) con Il grande giorno. È la conferma definitiva che il trio, pur non rinunciando alla propria individualità e ai propri progetti personali, non ha mai perso la voglia di lavorare e di divertirsi insieme.

Aldo, Giovanni e Giacomo Attitudini: nessuna è più di un documentario: è un racconto leggero ma mai superficiale sulle origini dei tre, con testimonianze sincere e inaspettate che donano profondità all’opera, come quelle di Marina Massironi e Paola Galassi, a sanare una ferita di anni. E ancora il comico Paolo Rossi, Giancarlo Bozzo di Zelig, il trasformista Arturo Brachetti, gli insegnanti di teatro dell’Arsenale; finanche un viaggio a Botteghe Oscure guidati da un inedito Walter Veltroni, che racconta, colpito dal personaggio di Tafazi di Giacomo, commissionò a Sandro Veronesi un editoriale a lui dedicato. È anche un viaggio nel tempo nella spensieratezza e nella follia degli anni Ottanta e Novanta, quando il cabaret aveva il suo punto di massima forza, accompagnato dalla musica fiabesca dei fratelli Trabace, tra archi e fiati: una sinfonia a tre voci, ciascuna con un proprio mondo sonoro, che si sovrappongono per creare qualcosa di nuovo ed assolutamente unico. Forse la maestra che scrisse di Aldo “attitudini: nessuna” ora starà ridendo con loro del suo giudizio, decisamente ribaltato.
