Un dialogo diretto e sincero con Alessandro Ganeo che permette di entrare nella sua visione poetica tra sogno realtà e introspezione emergono riflessioni personali sulla scrittura sull’amore e sul bisogno autentico di esprimersi senza filtri

Ciao Alessandro, nei tuoi versi ritorna speso l’immagine dell’amore con forza totale, quasi dantesca. Quanto ti ha influenzato davvero “l’amor che move il sole e l’altre stelle” nella costruzione di “Ali di carta”?

L’amore per me è quel sentimento senza il quale nulla avrebbe senso, divenendo il motore principale di tutte le azioni umane, in fondo ad esse risiede l’amore, l’amore di un padre per la propria famiglia, quando compie il suo mestiere, seppur faticoso, per quanto riguarda Ali di Carta, senza l’amore non sarebbe nata nessuna delle mie poesie, esse sono il risultato di anni di sofferenza, sofferenza causata in parte dall’amore stesso.

In “Non dimenticarmi, per favore” emerge una fragilità molto forte. Quanto è difficile trasformare un’emozione così intima in parola senza proteggerla troppo?

Tutte le parole, tutti i versi, dei miei componimenti poetici sono dettati dall’emozione, esse scorrono come fiume in piena, gettandosi a capofitto sul foglio, io cerco sempre di dare voce, attraverso la scrittura, al mio “io” interiore mostrando al mondo la mia fragilità, mettendo in luce quel lato nascosto, invisibile agli occhi, per cui direi che non vi è difficoltà, bensì necessità.

C’è una sensazione molto presente di sogno e fuga dalla realtà. Ti sei mai chiesto se questa dimensione rischia di allontanare il lettore più concreto oppure è proprio lì che vuoi portarlo?

Io reputo che in fondo siamo tutti un po’ sognatori, anche la più concreta delle persone è un sognatore, senza sogni non vi sarebbe desiderio e senza desiderio quale scopo avrebbe la vita? Il sogno può divenire motore per l’azione in quanto ci pone un obbiettivo da perseguire nel tempo.

Guardando al tuo percorso, scrivi da tanti anni, oggi cosa cerchi davvero nella scrittura, evoluzione personale o riconoscimento esterno?

Sia l’una che l’altra cosa, come in ogni processo artistico, io, in quanto artista cerco di evolvermi, sotto l’aspetto poetico, andando ad affinare le mie poesie su argomenti più “rari” come l’arte, la mitologia greca, della quale sono appassionato. Al tempo stesso, è innato il desiderio di riconoscenza per quel che scrivo, soprattutto in Ali di Carta, ove con le mie poesie cerco di dire alle persone: “non siete sole, ci sono passato anche io”.

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