Dal 7 al 9 agosto il borgo incantato di Chamois, unico comune italiano raggiungibile solo a piedi o in funivia, tornerà a trasformarsi in un laboratorio culturale a cielo aperto grazie ad Alt(r)iAscolti, il Festival musicale e multidisciplinare organizzato dall’Associazione Insieme a Chamois con la direzione artistica della musicologa Luciana Galliano. Giunto alla sesta edizione, l’evento si conferma come uno degli appuntamenti più originali dell’estate valdostana, capace di unire linguaggi diversi per raccontare le molte anime della montagna.

Situato a 1.816 metri d’altitudine, Chamois è da sempre un luogo che invita alla lentezza e all’ascolto. Ed è proprio questo spirito che anima il Festival, totalmente gratuito, pensato per avvicinare il pubblico a un’esperienza culturale immersiva e accessibile, profondamente radicata nel territorio e nella sua identità.

Un viaggio emotivo e culturale nel cuore delle Alpi

«Con Alt(r)i Ascolti – spiega Fabienne Dejean, presidente dell’Associazione Insieme a Chamois – vogliamo far vivere al pubblico un’esperienza unica e accompagnarlo in un viaggio sonoro ed emozionale fatto di note e parole, in cui la montagna è protagonista silenziosa e suggestivo palcoscenico». Una dichiarazione che restituisce l’essenza del Festival: una fusione di natura, arte e riflessione che parla a chi desidera comprendere la montagna oltre la sua immagine turistica.

Il programma 2026 si distingue per la ricchezza e trasversalità della proposta artistica: dalla musica elettronica ucraina ai madrigali corali, dal teatro sociale alle narrazioni dell’alpinismo femminile, fino a un film che porta sulle Ande la voce di donne coraggiose. Non mancheranno momenti di approfondimento dedicati ai cambiamenti sociologici nelle terre alte, alle energie sostenibili e alle storie di vita che caratterizzano il mondo dell’alta quota.

«Anche quest’anno – racconta la direttrice artistica Luciana Galliano – abbiamo coinvolto artisti e studiosi con percorsi molto diversi, accomunati però da una profonda sensibilità per la vita sulla Terra. La musica, come la montagna, non conosce confini: è un territorio libero, accessibile solo a chi è disposto ad ascoltare davvero».

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