Con “Anche se”, Face propone un brano che racconta la fatica emotiva senza rinunciare alla ricerca di una via d’uscita. Il pezzo si muove attraverso un sound diretto e progressivo, capace di sostenere una narrazione intensa.

La canzone attraversa le zone d’ombra dell’animo umano, mettendo in luce il conflitto tra fragilità e determinazione. Il percorso emotivo non si ferma nella malinconia, ma mantiene una tensione costante verso il movimento.

In questo equilibrio fragile ma consapevole, la vulnerabilità diventa una forma di forza. “Anche se” restituisce così un racconto autentico di resistenza emotiva.

Il videoclip di “Anche se” utilizza il bianco e nero e un’ambientazione essenziale: quanto conta l’immagine nel tuo progetto?
Conta molto, perché oggi la musica è anche visione. Però mi piace quando l’immagine rimane essenziale e lascia spazio all’emozione della canzone.

La montagna diventa metafora emotiva: ti rispecchia questo paesaggio interiore?
Sì, molto. La montagna per me rappresenta silenzio, spazio e riflessione. È un luogo dove puoi ritrovarti.

Quanto il racconto visivo amplifica il messaggio della canzone?
Molto, perché a volte un’immagine riesce a dire qualcosa che le parole da sole non riescono a esprimere.

Ti senti più esposto davanti alla telecamera o dietro a un microfono?
Probabilmente davanti alla telecamera. Quando canto mi sento nel mio spazio naturale.

Pensi che oggi il pubblico cerchi più autenticità che spettacolarizzazione?
Sì, credo che alla fine quello che arriva davvero alle persone sia sempre l’autenticità.

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