Scritto da Corinna Coroneo e diretto da Mauro John Capece, AncheSeLiOdio è un dramma familiare che scandaglia nel profondo la solitudine che si cela tra le mura domestiche.

Autore, tra l’altro, del thriller Reverse, del 2021, Capece cala stavolta Gabriele Silvestrini nei panni dell’ingegner Anselmo De Luca, padre di due bambine portate in scena dalle piccole Arianna ed Eleonora Di Gaetano, nonché dell’adolescente Andrea alias Laura Orfanelli.

Un uomo che si dedica prevalentemente al proprio lavoro, trascurando la famiglia e, soprattutto, sua moglie Agata, cui presta il volto la stessa Coroneo, non traendo più appagamento dal rapporto con la donna; tanto da essere indotto in tentazione anche da un suo collega, decidendo di frequentare una prostituta… con la conseguenza, però, che la notte in cui si reca da questa accade qualcosa di tragico e imprevisto per cui viene in seguito accusato di omicidio. E “Anche se li odio” è una frase pronunciata dalla giovane Andrea riferita ai suoi familiari. La ragazza ha problemi caratteriali che tracimano in sporadiche esplosioni di rabbia, cui dà libero sfogo sia in famiglia, sia contro i suoi amici. Questi episodi li racconta mediante dei monologhi dinanzi al suo cellulare, mentre è in diretta sui social network.

A causa di questa condotta viene anche perseguita per istigazione alla violenza. La vita in casa però si protrae lenta, diventando un luogo freddo, una sorta di limbo in cui le anime degli occupanti si ha come l’impressione stiano aspettando un evento che sconvolga una routine paralizzante. La facciata di una famiglia benestante e perbene immobile nell’attesa, con una messinscena quasi teatrale che dà risalto ai volti e agli sguardi dei protagonisti che tradiscono in vero una resa incondizionata. In questo dramma familiare cinico e spietato il regista cristallizza in maniera efficace la quiete di un istante che precede la tempesta, che si scatena quando la polizia bussa alle porte dell’imponente magione dei De Luca. Una serie di eventi culmineranno in una frazione di secondo esiziale che diviene scaturigine di una vicenda dall’epilogo inaspettato e sconvolgente.

Questi è scolpito nello sguardo premonitore di Agata, colei che da sola sembra portare sia il peso di una madre gravata dalle responsabilità verso le figlie, che di una moglie trascurata. Bravissima a tal proposito Corinna Coroneo, che con estremo equilibrio interpreta in poche battute un personaggio complesso, esaltando la mimica del suo volto, emblema di un’assoluta solitudine che si può cogliere nello sguardo rassegnato di fronte al disgregarsi della propria famiglia. Stesso discorso vale per la regia di Mauro John Capece, cui va un plauso poiché è notevole la peculiarità nel far parlare il silenzio della casa, comunicando emozioni profonde senza il bisogno di dialoghi forzati. AncheSeLiOdio produce inoltre una velata critica ai mass media che non hanno scrupoli pur di vendere i quotidiani, poiché già all’indomani dell’arresto dell’ingegnere riportano in prima pagina la cattura del colpevole di un omicidio, pur non essendovi alcuna prova e nemmeno una confessione.

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