Andrea Giraudo: anima soul, anima leggera

Abbiamo fatto girare questo disco dal titolo “Stare bene” e devo dire che la sensazione di leggerezza, anche complice la consapevolezza e le intenzioni con cui ci approcciamo all’ascolto, è una costante per tutte le 12 tracce inedite di questo nuovo disco di Andrea Giraudo. Una copertina poi che si ha per mano di bambina. Insomma il cantautore cuneese ha voluto prendere la sua vita misurata tra palchi e collaborazioni, tra scritture e ispirazioni, e ha deciso di fotografarla in un video in cui poter anche restituire leggerezza all’estetica facendo patti forti con uno stile che più si avvicinasse al suo essere artista. Certamente pianista, certamente anima blues, certamente sapore soul misto di pop che ha un forte retrogusto di quel jazz fumoso da club di periferia. Certamente tutto questo si sente e, se mi si concede un pizzico di critica, proprio tanto leggeri, questi brani, (leggeri da intendersi pop come immediati di strofe e ritornelli facili, come cantabili all’impronta – come ci dirà lui) io non li sento… tutt’altro: li trovo lontani da soluzioni banali e quantomeno da forme immediate. E questo penso sia inevitabile per chi ha tanta musica dentro, per chi come Giraudo ha educato il gusto con la cultura e la curiosità. Per ora sottolineo questo disco di Andrea Giraudo che, ripeto: dentro c’è davvero tanto gusto per la musica buona. Leggera o impegnativa che sia…

Un magazine il nostro che punta i riflettori sull’estetica. Estetica è una parola importante soprattutto per un artista. Per te: cosa significa questa parola?
L’ estetica è il passaporto per il futuro, è il grimaldello per uscire dal medioevo che stiamo vivendo. L’educazione al bello porta alla curiosità che è alla base della cultura che porta con sé consapevolezza, autonomia di pensiero, etica e, ultimo ma non ultimo, capacità di programmazione a lungo termine. È agghiacciante sentire tagli alla cultura e alla scuola, dell’abolizione della storia come materia d’esame, perché l’ ignoranza da sempre è stata il prodromo delle peggiori atrocità umane e primo alleato delle dittature. Come il movimento dei Verdi a salvaguardia dell’ ambiente oggi bisognerebbe fondare un partito degli esteti per la salvaguardia e la diffusione della cultura, magari senza l’ odiosissimo “ birignao” con sopracciglio alzato in dotazione a tanti intellettualoidi, che tanto ha contribuito a rendere antipatica la cultura ai più. Si potrebbe, tanto per cominciare, insegnare a giovani e non le effettive potenzialità di uno smart phone, che dovrebbe essere l’ “apriti Sesamo” di un bottino sterminato di sapere e invece è la pietra tombale della nostra capacità di approfondimento.
Ovviamente anche la cultura musicale dovrebbe essere sviluppata e proposta in maniera intelligente e ben organizzata, soprattutto con una diffusione capillare dei concerti dal vivo. Chiaramente bisognerebbe attuare una politica “ aggressiva” di incentivi e agevolazioni per incoraggiare tutti, a partire dai piccoli gestori di locali, scoraggiati a ragion veduta da tasse e permessi vari, a rimettere in moto la giostra dei momenti live.

Estetica anche nel suono, estetica anche negli arrangiamenti, estetica anche nel presentarsi al pubblico. Cos’è davvero importante per te? Insomma, oggi che comanda la scena piuttosto che il contenuto, tu come ti comporti?
Purtroppo molti confondono l’ estetica con l’ esteriorità… io per rispetto della sostanza ho abolito ogni filtro tra me e il pubblico, quindi la mia attuale forma spettacolo ideale è piano/voce, solo all’ apparenza scarna e limitante, ma in realtà cosi’ stimolante per me da permettermi di offrire al meglio le mie canzoni, cioè quei frammenti della mia anima che amo condividere con il pubblico. Nel disco invece è stata fondamentale la scelta di strumenti classici e tradizionalissimi per poter collocare “Stare bene” al di fuori del tempo, nella speranza che possa muoversi a suo agio in una playlist del momento come un una di trent’ anni fa.

E quindi parliamo di questa copertina che è assolutamente evocativa: ce la racconti?
Per il personaggio della copertina che si chiama Musicino devo ringraziare mia figlia Annacarla che ha 5 anni: “Musicino ( papà) è felice perché suona e ha le mani fatte di fiori perché suona bene…” A volte la logica tranchant dei bambini ti lascia di stucco!!

“Stare bene” è un titolo molto forte soprattutto per i tempi che corrono. Immagino che il suo significato non sia così scontato…
L’ album prende il titolo dall’ omonima canzone in cui, però, “Stare bene” ha un significato decisamente sibillino. Come titolo dell’album, invece, diventa un augurio e un suggerimento: musica per stare bene e aggiungo: “insieme”, perché la musica è aggregazione e condivisione.
Con “Stare bene” ho voluto creare un album di dodici canzoni as-so-lu-ta -men-te da cantare, con ritornelli immediati, armonie originali ma non ostiche, arrangiamenti rassicuranti e non invadenti, nel solco della tradizione cantautorale inaugurata da quei mostri sacri a cui ci si volge all’ apparire di una chitarra e di un focolare.

Chiudiamo citando le tante facce di questo disco. Dentro c’è tanto, dal pop al blues passando per il cantautore quello vero. Chi è Andrea Giraudo allora?
Sono un vorace e curioso onnivoro di musica buona. Spaziare negli stili equivale a saper scegliere il vestito adatto all’occasione, nello specifico saper vestire i miei pezzi di cuore. Oggi i miei suoni sono questi, ma come dicevo prima: curiosità, approfondimento, cultura… evoluzione.
Chissà come suonerà il mio prossimo disco…!