Annarè: anche la bellezza è “Gluten free”

Primo estratto per anticiparci questo secondo disco in arrivo ad autunno che si intitolerà “Mezzanotte”. Annarè torna in scena e lo fa con sobrietà e intelligenza, parlando un linguaggio pop d’autore come in fondo ci ha sempre abituati… e sfoggiando la bellissima connessione con l’idea di un amore “Gluten Free”. Parlare di vita e di “mode” alimentari (le virgolette sono dovute) è un percorso davvero interessante. Sono modi di stare al mondo che ci rendono umani davvero…

Noi iniziamo sempre parlando di bellezza e chiediamo agli artisti che abbiamo la fortuna di ospitare in queste pagine: cos’è per te la bellezza?
La bellezza è mia madre che mi fa trovare il latte pronto la mattina quando mi sveglio, è la chiamata di mia zia tutti i giorni, è mio padre che mi chiama sempre con i soliti nomignoli anche se ho 31 anni. La bellezza per me sono diventati i gesti quotidiani più semplici, fatti dalle persone che amo, quei gesti così scontati che ti devastano quando purtroppo non ci sono più. Credo nel senso profondo delle piccole cose.

Direi che da questo primo singolo, il suono di questo disco strizza forte l’occhio ad un’estetica molto accattivante, di suoni e di mode. Sbaglio?
Il singolo Gluten Free vuole già dal titolo essere molto fresco, molto leggero, molto free; nato con la chitarrina da spiaggia è stato vestito in maniera semplice ma con sonorità molto attuali, che vogliono accentuare la freschezza del brano e renderlo ancora più orecchiabile.

Estetica e morale. Essere o apparire. Un annoso problema che c’è sempre quando l’idea del genio creativo si scontra con il dialogo popolare. Tu mi sembra abbia scelto una strada molto modificabile dal popolo… non è così?
Io semplicemente non ho scelto una strada.. semplicemente sono così..quello che di mio viene ascoltato rappresenta nella sua totalità il pieno del mio essere: linguaggio, pensieri, emozioni. L’autenticità è la spada migliore che abbiamo.

Secondo te dunque che importanza ha confinare la propria creazione dentro stilemi “pop”?
Io credo che qualsiasi forma d’arte non debba essere catalogata o etichettata, almeno, se non per questioni prettamente organizzative e burocratiche. Quello che la gente deve poter fare è liberarsi dagli schemi. Se in primis noi artisti ci releghiamo dietro a denominazioni ed etichette, che senso ha parlare di arte?

Bel video di animazione. Ce ne parli?
Il video di Gluten Free nasce purtroppo in un periodo poco felice, durante la quarantena. Avevamo l’esigenza di preparare il videoclip ufficiale per poter farlo uscire in contemporanea con l’uscita del singolo; la mancanza di tempo, la mancanza di contatti diretti, di lavori insieme e di riprese in luoghi aperti, ci ha portato a valorizzare un’idea primordiale del videoclip: quella di farlo a “cartone animato”. Un pò le caratteristiche della canzone, un pò la necessità di fare qualcosa di diverso, un pò la reclusione Covid, è nato questo corto d’animazione. La storia segue la linea diretta della canzone, quindi l’incontro casuale in un locale, la storia d’amore, sentimenti a ritmo di musica e al sapore di cocktail.. quello che alla fine capita nella vita di tutti i giorni.

E per chiudere: “Mezzanotte”, questo nuovo disco… se fosse un cibo quale sarebbe? E se fosse qualcosa da bere?
Considerando che il singolo Gluten Free è nato per sdrammatizzare la mia condizione fisica affetta da numerose intolleranze alimentari, vorrei rispondere PIZZA ma non posso, quindi direi MELONE.. quando si compra un melone è sempre bene o male un’incognita: “come sarà? sarà troppo maturo? sarà troppo acerbo? saprà di qualcosa o farà schifo?” beh io credo che il mio disco sia un melone..ricco di semi che possono essere facilmente rimossi, dolcissimo in alcuni punti e dal retrogusto un pò amaro in altri, dall’odore dolce, sensibile, fine, fresco, leggero.. “Mezzanotte” è così, è un album ricco di significato, di vita, di esperienze, di spunti riflessivi, a volte anche molto crudo, pungente, inaspettato come un semino rimasto attaccato ad una fetta, a volte invece di una sensibilità inaudita, di un’intimità e di un’identità svelata a poco a poco. Un seme nato sotto terra, coltivato, annaffiato e cresciuto col sole e la pioggia, una vita di cui noi ci nutriamo. Vorrei che con questo album, le persone assaporassero davvero la mia vita, il mio passato e presente, il mio vissuto, le sensazioni, le forti emozioni..vorrei che mi assaporassero davvero..
Per quanto riguarda il bere…….. direi Malibù e Coca, dolce e frizzante, va giù che è un amore e finisci per perdere la cognizione delle cose.