Aram-Zym e “Nero Fumo”, un fantasy nato da sogni e verità

C’è un ragazzo di sedici anni al centro di “Nero Fumo”, e un autore che conosce bene ciò che vive un adolescente. Andrea Morelli costruisce mondi tra deserti, fumo nero e creature leggendarie, ma con radici molto reali: la fragilità e la forza delle nuove generazioni.

Un caro saluto a te, Andrea. Quali insegnamenti si possono trarre dalla lettura di “Nero Fumo”?

Ciao! “Nero Fumo” è un romanzo fantasy, che non nasce con l’intento di dare insegnamenti o messaggi. Inoltre, la componente horror e l’atmosfera cupa e surreale lo rendono più un’avventura da vivere tutta d’un fiato, senza alcunché di pedagogico. Dalle pagine del libro e dalle voci e dai pensieri degli amici di Aram e da Aram stesso emerge a mio avviso un forte senso della famiglia e del rispetto delle regole della società. Anche quando tutto sembra crollare intorno ad Aram, la famiglia, gli amici e in generale chi gli vuole bene rappresentano un’ancora di salvezza, l’ultimo baluardo prima della rovina. In sintesi, se vogliamo trovare un primo insegnamento, questo è sicuramente il senso della famiglia e dell’amicizia. Altro insegnamento: spesso, niente è realmente ciò che sembra…

Aram è un personaggio complesso e intrigante: ci sono echi del tuo vissuto?

Fortunatamente la mia vita è assai più tranquilla! L’unica eco è il rapporto stretto tra Aram e sua madre e l’assenza del padre che nel caso di Aram è attribuita a un rapimento o un incidente. La complessità di Aram deriva dal fatto che la sua natura è di per sé misteriosa. Aram è un ragazzo positivo, solare, generoso ma qualcosa dentro di lui scatta. La pressione e i pericoli ai quali si trova esposto tirano fuori aspetti del carattere che nemmeno lui sospetta di avere. Insomma, Aram è un personaggio in evoluzione quindi, se volete saperne di più, tenete d’occhio i prossimi libri.

Vorresti parlare del tuo romanzo in uscita? Cosa possiamo aspettarci?

I romanzi in uscita sono due: lo spin off di “Nero Fumo” dal titolo “La montagna senza tempo” (Pinguino Libri Editore) e il volume secondo della saga, “Nero Fumo: Akris” (Provaci Ancora Bill Editore). Si tratta di due libri in cui l’avventura la fa da padrona e che vede ancora tra i protagonisti le città.

“La montagna senza tempo” è ambientato nella regione settentrionale (Il “Northslieve”) del mondo di Aram, regione delimitata da montagne altissime e percosse da fulmini, presso le quali sorgono sette città in stato di decadenza, senza memoria del passato. I protagonisti, i “cercatori di persone scomparse” Hansen Arns e Astrid Olson, vengono incaricati di cercare un ragazzo scomparso: andranno incontro a una serie di avventure rocambolesche e si troveranno faccia a faccia con una terribile minaccia.

Nel seguito di “Nero Fumo”, Aram, Ilyam e Malhud saranno costretti a fronteggiare l’orrida minaccia rappresentata da Ach-Noim e dei suoi sgherri, ben decisi a toglierli di mezzo. Ach-Noim sembra sul punto di trionfare, ma forse non tutto è perduto…

Se dovessi descrivere il romanzo con tre parole, quali sarebbero?

Sulle parole non ho dubbi, incubo, oscurità, magia. Incubo perché, nella prima versione di “Nero Fumo” il nucleo centrale della vicenda era in realtà in incubo premonitore vissuto da Aram nel sonno. In seguito, dopo la fase di editing, la parte “onirica” è stata trasformata in vicenda reale, senza snaturarne il contenuto. Oscurità perché gran parte della vicenda si svolge di notte e perché il buio e il fumo nero braccano il protagonista e i suoi amici. Infine, magia perché, come un fantasy che si rispetti, la magia c’è ma ha un connotato ancestrale, negativo, non è uno strumento di lotta o di salvazione, piuttosto è un qualcosa che sembra avere una propria volontà e la tendenza a sfuggire al controllo di chi la esercita.

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