Direttamente dalla Francia arriva Arco – Un’amicizia per salvare il futuro, prodotto di animazione dagli sguardi futuristici che gioca con la fantasia e porta lo spettatore in probabili contesti sociali, al servizio di una trama che guarda all’ambiente e alle tecnologie moderne.

 Diretto dall’esordiente Ugo Bienvenu e prodotto, tra gli altri, dall’attrice Natalie Portman, un racconto sì di fantasia, ma che decide di mantenere un profilo piuttosto adulto per quel che riguarda gli argomenti trattati, tanto da conquistarsi una nomination agli Academy Awards per il miglior film d’animazione.

Siamo nell’anno 3000 e i viaggi nello spazio-tempo sono facilmente possibili e consentiti; in tale contesto il piccolo Arco, figlio di una comune famiglia terrestre, per puro caso si avventura in un’ulteriore salto nel tempo venendo catapultato nel 2075, epoca a lui sconosciuta e mai abbastanza approfondita. Ritrovatosi in un mondo a cavallo tra la civiltà di una volta e le più innovative tecnologie moderne, con tanto di androidi e robot al cospetto degli esseri umani, Arco fa la conoscenza della coetanea Iris, la quale lo aiuta a tornare a casa sua, nonostante le difficoltà del caso. Infatti, tra fughe da loschi figuri come il trio Dougie, Stewie e Frankie e la continua ricerca degli elementi adatti per un viaggio nel tempo, sia Arco che Iris si ritrovano ad avere a che fare con più di una situazione pericolosa. Il tutto all’insegna della nascita di una nuova amicizia senza tempo e senza epoca legata da un sottile filo chiamato destino. Guardando all’universo animato di Hayao Miyazaki molto più di quanto potrebbe sembrare, Arco – Un’amicizia per salvare il futuro si colloca nella cinematografia moderna sfoggiando un occhio decisamente originale a suon di caratteristiche estetiche e narrative di sicuro fascino, europee nell’anima ma sicuramente molto devote al regno dei cartoon giapponesi.

Questo soprattutto grazie al suo modo di inserire messaggi ambientalisti e tecnologici – molto discussi nella società odierna del XXI secolo – all’interno del proprio plot futuristico, scritto dallo stesso Bienvenu assieme a Félix de Givry. È un mondo fatto di case isolate da enormi bolle quello mostrato in Arco – Un’amicizia per salvare il futuro. Bolle che proteggono le persone da violenti temporali causati da evidenti problemi ambientali, inscenando di conseguenza un ipotetico drastico futuro tattile che fa da sfondo alla immaginifica situazione del piccolo protagonista in una trama che inizialmente può richiamare alla memoria storie tipiche di alcune pellicole degli anni Ottanta, Navigator di Randal Kleiser in primis. E, sebbene, al di là delle intenzioni e delle forti qualità metaforiche, l’insieme impieghi un po’ di tempo ad ingranare nella giusta maniera mostrando inizialmente una certa indecisione sulla strada narrativa da prendere, Arco – Un’amicizia per salvare il futuro rimane comunque un film che affascina per intelligenza e sensibilità. Sorretto inoltre da un comparto creativo ricco di colori e immagini emblematiche, elemento vincente di un prodotto che mira ad accompagnare i più piccoli in una sorta di favola moderna ricca di messaggi utili per l’evoluzione della specie umana.

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