Con il nuovo singolo Banale, Arianna Chiara mette in musica la fine di una relazione logorata da incomprensioni, frasi fatte e scuse ripetute. Un brano che alterna sarcasmo e leggerezza per raccontare, con lucidità e ritmo, l’esaurirsi di un sentimento soffocato dai cliché.
Prodotto insieme ai Cosmophonix AD, il pezzo fonde sonorità funky e atmosfere pop estive, dando vita a una traccia energica ma al tempo stesso riflessiva. Tra immagini vivide e pungenti considerazioni, Arianna Chiara firma un vero e proprio sfogo in chiave ironica, che suona come una liberazione.
Nell’intervista per Mondo Spettacolo, l’artista ci parla del valore della sincerità nelle relazioni, del suo rapporto con la scrittura e di quella versione di sé che avrebbe avuto bisogno di ascoltare proprio questo brano.
Il brano racconta una storia d’amore che si spegne tra scuse ripetute e frasi fatte. Hai scritto partendo da un’esperienza personale?
Devo ammettere che quando scrivo i miei pezzi cerco sempre di attingere a qualcosa di personale, ma c’è tanto anche di immaginato. Mi piace pensare a delle situazioni, degli scenari e giocare con queste idee che mi saltano in mente e che mi appunto. Mi piaceva l’idea di scrivere un pezzo un po’ più leggero e ironico.
In un’epoca di relazioni fluide, che valore ha per te la coerenza in amore?
Parlerei piuttosto di rispetto e di sincerità nelle relazioni, l’importanza di dirsi le cose in faccia piuttosto che inventarsi scuse e bugie “banali”.
Usi spesso la musica per raccontare ciò che ti infastidisce o ti fa arrabbiare?
Certo la musica è il primo modo, il primo “linguaggio” che utilizzo per esprimere ciò che provo, incluse le sensazioni e le esperienze negative.
“Banale” sembra una reazione a una lunga serie di déjà vu emotivi: quanto credi che i cliché rovinino le relazioni?
Purtroppo i clichè sono ciò che riducono un rapporto in un film visto e rivisto, che non può che diventare “banale”. Volevo esprimere però questo concetto in un modo leggero e ironico, in un brano che avesse comunque un mood estivo.
Se potessi mandare questa canzone a una versione passata di te, quando lo faresti?
Probabilmente la manderei alla me del liceo, che era un po’ più ingenua e che qualche volta ha creduto troppo nelle favole!

