Arriva il nuovo volume di Renato Federici, Rivolte e Rivoluzioni, e si programma la prima presentazione del libro nella capitale

Con il suo recente volume Rivolte e rivoluzioni – Gli Ordinamenti giuridici dello Stato e dell’Anti-Stato il Professor Renato Federici cerca di fare il punto su un dibattito giuridico e politico ultrasecolare: esiste una guerra giusta, o meglio, si può fare giustizia con una guerra?

L’autore aveva già pubblicato Guerra o diritto? (la prima edizione nel 2009, la terza nel 2013) e aveva inteso ricostruire il concetto di guerra partendo dal pensiero dei filosofi più antichi, risalendo a quello degli studiosi del diritto contemporanei.

Come aveva sottolineato nelle presentazioni del libro Guerra o diritto?, Federici era convinto che bisognava andare oltre il celebre assunto di Carl von Clausewitz secondo cui “ la guerra è la continuazione della politica di Stato con altri mezzi” e si era proposto di dimostrare che tanto il diritto quanto la guerra sono strumenti per dare attuazione alle scelte di supremazia politica, sociale ed economica.

Il diritto, al contrario della guerra, è visto come il presupposto per la sopravvivenza di ogni forma di società umana, essendo la sua funzione fondamentale quella di prevenire e risolvere i conflitti. Quando le modalità giuridiche per la risoluzione delle controversie falliscono, subentra la guerra che agli occhi di Federici può essere inevitabile, scusabile, ma non è mai giusta.

Nel nuovo libro, che verrà presentato in Autunno nella Capitale, si pone l’accento sull’ordinamento giuridico inteso come cuore e cemento di ogni società umana. Regola i rapporti tra le persone e tra i cittadini e lo Stato. Senza organizzazione giuridica lo Stato non è Stato, la società non è la società, il partito politico non è il partito, il sindacato non è il sindacato.

“E’ l’Ordinamento giuridico” – spiega il Prof. Renato Federici – “che permette lo sviluppo delle strutture sociali dirimendo conflitti e sanzionando le violazioni”. Tutto però si fa più complesso nei rapporti tra Stati che non possono demandare a nessun giudice terzo il compito di attribuire torti e ragioni in una controversia.
Il conflitto armato finisce, in questo caso, per essere una conseguenza tanto poco auspicabile quanto purtroppo possibile. Si può regolare la guerra in modo da renderla meno violenta e distruttiva? Renato Federici è convinto di no.

Dichiara Federici “La guerra non è mai un fatto giuridico, è un fatto alternativo a quello giuridico: o si è in pace oppure si è al di fuori del diritto e quindi si è in guerra”.

Entro la prima metà di Settembre verrà scelta dall’autore e dal suo ufficio stampa Roberta Nardi la voce narrante di un attore o di un’attrice che sarà ritenuta più idonea ed efficace per dar luogo alla presentazione ufficiale; presumibilmente la prima presentazione si terrà in una libreria limitrofa alla zona universitaria.