Nel 2005 un elicottero trasporta Arturo Croci da Como a Lecco per un intervento di emergenza che lo terrà in coma per un mese intero. Da quella soglia tra la vita e la morte nasce, anni dopo, “Dipingere è amare per sempre”, edito da AWL Novara con il marchio MAnW, un libro che si propone come autobiografia per immagini e insieme come dichiarazione d’amore verso l’arte in tutte le sue forme. Croci, giornalista e scrittore, fondatore per trent’anni della rivista Flortecnica, costruisce il volume attorno a una collezione personale di dipinti, sculture e manufatti raccolti in oltre cinquant’anni di vita, dagli anni della formazione a Minoprio fino ai viaggi in Argentina, Olanda, Costa Rica e Francia. Ogni opera diventa pretesto per raccontare un incontro, un amico, un momento storico: dal pittore Urano Palma al cugino argentino Sergio Galvani, dal sodalizio artistico con Pier Paderni alle figure più periferiche come il pittore di strada Vidal a Montmartre. La scrittura procede per accumulo, quasi enciclopedico, e questo è insieme il pregio e il limite dell’opera: la quantità di nomi, date e dettagli biografici rischia talvolta di disperdere il lettore meno paziente, che potrebbe smarrire il filo tra una galleria e l’altra. Eppure è proprio in questa stratificazione che si avverte la sincerità del progetto, lontano da ogni intento celebrativo fine a se stesso. Il libro si chiude simbolicamente con il motto di una vita, “Viva la vita”, e con il riconoscimento ottenuto a Cortemaggiore nel maggio 2026 dall’Associazione Aquilone. Un volume che parla a chi crede che l’arte, vissuta fino in fondo, possa essere anche una forma di cura.

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