Asia Ghergo: quando la musica diventa virale

Parliamo di Asia Ghergo, giovanissima voce della scena indie italiana. Divenuta virale su YouTube per le tante cover della nuova canzone pop italiana realizzate solo con chitarra e voce e rubate alla sua routine casalinga. Da qui la viralità del suo canale che contava più di 80 MILA iscritti fino a questo primo disco personale con cui Asia Ghergo fa il suo esordio: si intitola “Bambini elettrici”, inediti di vita, di bellezza: ecco una parola importante. La bellezza che viene spesso violentata dai pregiudizi e dalla crisi sociale in cui ormai stiamo vivendo. I bambini elettrici, digitali, di oggi sono anche risorsa ed energia nei tanti labirinti umani che siamo portati a percorrere. Un disco che nasconde un velo di nostalgia blues sotto la pelle. E noi con la giovanissima Asia Ghergo vogliamo parlare di bellezza:

Noi parliamo spesso di bellezza. Di quella effimera e sfacciata ma soprattutto anche di quella che si rintraccia dietro le righe di un’opera. Per Asia Ghergo cosa significa bellezza?
La bellezza per me è in assoluto quella nelle piccole cose. La meraviglia che c’è dietro a un tramonto, in una nonna che ti accarezza i capelli, nella casa di campagna dove sono cresciuta. Lo stupirsi di fronte a cose che molti possono considerare banali, cose semplici come vedere i propri amici che si mettono d’accordo per farti una sorpresa, un regalo inaspettato, per me questo è il sublime.

E quanto pesa nel tutto l’estetica sfacciata? Cioè la bellezza quanto è importante per un’opera?
Ah, io non lo so! Per me la bellezza è tutt’altro. Oggi c’è tutto un modo diverso di descrivere ciò che è bello, forse è per questo che mi sento “rimasta indietro”. La bellezza vera e propria sta nella veridicità, in tutto ciò che viene dall’anima, in tutto ciò che è umano. Un’opera per me è bella quando mi fa piangere, quando mi fa provare emozioni forti, catartiche.

Siamo nell’era del fascino, dell’apparire… e tu nasci proprio da dinamiche virali come YouTube. Come la vedi questa nuova forma del linguaggio artistico? Se prima si nasceva facendo live, ora si nasce facendo “post”. Come stanno cambiando i tempi e in che direzione secondo te?
Io posso solo che essere grata a Youtube, perché senza questa piattaforma oggi non sarei qui dove sono ora, avrei fatto tutt’un altro percorso, ma di certo non avrei raggiunto questi risultati. Quindi per me è un grandissimo mezzo per esprimere se stessi, ed è bello per questo. Anche Instagram è un ottima vetrina per mostrarsi, peccato che alcune persone non mostrano se stesse ma una maschera totalmente diversa, a mio avviso questa è una cosa rischiosa. Spero che col tempo le persone sappiano distinguere qual è la realtà e qual è la vetrina digitale.

In fondo, per restare in tema, canti di “Bambini elettrici” ma nel senso di rivalsa, di sfida, di restituire la bellezza dove la stiamo soffocando. Cosa manca secondo te ai “bambini elettrici” di oggi?
Il “problema” di oggi è che, secondo me, i ragazzi e le ragazze della mia età crescono troppo in fretta; non nel senso lavorativo eh, nel senso morale. Cioè sembra sempre che tutti abbiano una fretta incredibile di pensare con la testa degli adulti, ma non si rendono conto che è questo il periodo più bello della vita, che non può andare sprecato. Io ogni volta che vivo un bel momento, mi fermo,chiudo gli occhi, e cerco di imprimerlo nella mente, perché sono consapevole che quella cosa non tornerà più così, in quella modalità. Per me i ricordi sono essenziali, servono per costruire se stessi, per vivere felici. I bambini elettrici sono coloro che riescono ancora a meravigliarsi delle piccole cose, non sono solo i giovani, possono essere anche gli adulti, gli anziani, ogni essere umano che la pensa così.

Questo esordio è decisamente più ricco e costruito delle tue radici chitarra e voce. Esteticamente ti somiglia? Era quello che ti aspettavi o ci sono dentro grandi rivoluzioni per te?
Io devo molto alla mia chitarra, ai video su Youtube in cameretta, ma il mio sogno è sempre stato quello di fare casino, capito? Nel senso che volevo una band, volevo spaccare sul palco. Mi piace molto il rock, il grunge, ma soprattutto amo i suoni elettronici, per questo il mio disco suona così, ci sono io dentro.